Il Bangladesh ha presentato formalmente domanda di adesione ai BRICS. Il paese è stato uno dei più dinamici degli ultimi anni, con l’ingresso nella categoria dei paesi emergenti (quelli cioè a rapida crescita e fuori dal circuito della povertà).
La categoria “emergente” è al contempo un descrittivo e motivazionale: descrittivo perché denota una situazione in essere; motivazione perché diventa motivo di propaganda e capacità attrattiva verso ulteriori capitali esteri.
Il Bangladesh vuole aderire ai BRICS
Il Bangladesh è l’ottavo paese al mondo per numero di abitanti, per lo più giovani.
Dal 2015, la Cina ha superato l’India come principale partner commerciale del paese.
Un’azienda cinese molto attiva in import-export e in abbigliamento ha dato lavoro nella zona portuale di Dacca a circa 10.000 persone. Tutto questo, mentre verso l’India è covato un certo risentimento storico per via delle ingerenze indiane, della rivalità islam-induismo e della pretesa indiana di rappresentare l’intero subcontinente.
La Cina con la sua strategia win-win e la non interferenza nei fatti interni, riesce ad essere più attrattiva dell’India, ma anche degli USA, con la loro insistenza su democrazia e diritti umani (tutto e solo in salsa occidentale, per non parlare poi della questione Islam dopo l’11 settembre).
Come ogni paese emergente, le necessità sono di capitali, di formazione e di armi per tutelare i rispettivi interessi (chi dice il contrario vive sulla luna, non penserete che il benessere diffuso in Europa derivi realmente dal duro lavoro). India e Cina hanno ingaggiato una dura competizione per corteggiare il piccolo Bangladesh così densamente popolato nonostante le sue relativamente piccole dimensioni (molto piccole per il numero di abitanti).
Come sopperire a questi bisogni? Cavalcando l’onda: nel 2017, il Bangladesh ha stretto un accordo per una centrale nucleare con assistenza indiana e russa; nel 2020 la Cina ha fornito tecnologia militare alla marina; sempre l’India ha previsto poco prima della pandemia un vasto programma di investimenti nel piccolo vicino; i prodotti del Bangladesh intanto entrano in Cina con il 97% dei dazi doganali in meno (alla faccia della guerra commerciale degli USA e della sanzioni alla Russia).
Così va il mondo e potete capire quando qualcuno è moribondo da dettagli come questi: la capacità di stringere accordi e fare contenti i vicini.
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