Vittorio Emanuele Parsi, accademico di relazioni internazionali, ormai calato del tutto nel ruolo del sostenitore della guerra a oltranza alla Russia, ospitato su tutte le reti a patto che non ci sia il contraddittorio, riesce a far perdere le staffe anche a una persona pacata come Marco Tarquinio, ex direttore e ora editorialista di Avvenire. A L’aria che tira (La7), Parsi dichiara che “la società civile russa è completamente lobotomizzata”. Aggiungendo che “la società russa è stata passiva anche in questo momento. Non ti inventi una società civile dopo secoli di autocrazia, 70 anni di comunismo e 25 anni di putinismo“.
Ovviamente in collegamento e senza contraddittorio. Dunque Tarquinio replica a distanza: “Questo non lo accetto. Conosco bene Parsi, perché ha scritto a lungo sull’Avvenire, ma non siamo d’accordo in niente su quello che riguarda la guerra. Lui è uno di quegli analisti per cui sulla punta delle baionette vengono il bene e il futuro. Questo non l’ho mai visto accadere dal ’45. In Russia c’è gente che fa obiezione di coscienza alla guerra di Putin e va in galera per questo – aggiunge – Ci sono leader politici che vanno in galera se sfidano apertamente Putin con processi pubblici e, nonostante questo, continuano nella loro opposizione. Ci sono centinaia di migliaia di russi renitenti alla leva. Questi sono fatti. Ed è questa la vera debolezza del regime di Putin“.
Marco Tarquinio: “Le grancasse stanno suonando tutte ed è un frastuono che può farci perdere di vista quello che sta succedendo”
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