Santoro contro Calenda: Manifestazioni per Navalny una scusa per chiedere di inviare più armi

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Santoro: “La manifestazione per Navalny era per la continuazione dell’invio di armi in Ucraina e per la continuazione della guerra. Queste cose agli italiani gliele vogliamo spiegare o no?”.

Santoro contro Calenda: “Manifestazioni per Navalny una scusa…”

A DiMartedì, talk politico di La7, condotto da Giovanni Floris, c’è Michele Santoro, che commentando la vicenda Navalny non esenta da colpe gli Stati Uniti: “Se a Guantanamo sono state torturate delle persone e qualcuno avrebbe dovuto prendere le distanze e ciò non è avvenuto, anzi, un potere ti dice ‘per il bene supremo dell’umanità posso torturare, posso non processare, posso tenere un detenuto senza farlo dormire per molti giorni’, allora in questo caso la tortura viene ammessa? Quando è bandita da tutti i trattati internazionali. Allora poi il dittatore Putin, contro il quale mi sono sempre mosso considerandolo un dittatore, poi è legittimato a dire ‘se voi fate questo, pure io lo posso fare’”

Santoro poi punta il dito contro Carlo Calenda: “Me la prendo con chi dice ‘a chi chiediamo noi la verità su Navalny? Ai giudici russi? Eh no, non sono giudici, perché sono russi, sono giudici di un dittatore e non possiamo chiedere la verità a loro’. Chi la stabilisce la verità allora, Calenda?”

L’ex teletribuno aggiunge: “La verità che noi vogliamo stabilire è un’altra ed è sempre la solita: siccome in Russia non c’è nessuna possibilità se tu non fermi Putin, non ammazzi Putin, non deponi Putin, quindi deve continuare la guerra. La manifestazione era per la continuazione dell’invio di armi in Ucraina e per la continuazione della guerra. se prendi l’intervista di Calenda da Vespa, quella richiesta di verità si è trasformata in due minuti in richiesta di invio di armi in Ucraina fino alla sconfitta totale di Putin. Queste cose agli italiani gliele vogliamo spiegare o no?”.

 

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