7.6 C
Rome
mercoledì 26 Gennaio 2022
NewsQualità della vita 2021? I dati bisogna saperli raccogliere ma soprattutto saperli...

Qualità della vita 2021? I dati bisogna saperli raccogliere ma soprattutto saperli leggere

È stata stilata una classifica delle migliori città italiane in termini di qualità della vita, che racconta quali sono i posti d’Italia dove si vive meglio al 2021.

L’indagine, condotta da ItaliaOggi e dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, premia il Nord Italia ma alcune conclusioni destano perplessità.

Qualità della vita 2021, una lettura controversa

I dati bisogna saperli raccogliere e soprattutto bisogna saperli leggere, applicandoli alla realtà analizzata con logica statistica. Comparare la salute di un sessantenne a quella di un diciottenne senza analisi o distinzione darebbe, ad esempio, risultati consapevolmente fuorvianti.

Il tripudio delle città del nord nella classifica della vivibilità 2021 stilata da ItaliaOggi-Cattolica non lascia interdetti, ma sconcerta il contenuto descrittivo della ricerca, che dopo una analisi del percorso di piccoli Comuni e metropoli, dopo una suddivisione tra il gruppo uno (le migliori prime 50) e il gruppo due, dopo aver illustrato il ridimensionamento dell’indicatore della ‘popolazione’, allineato a quelli di ‘affari e lavoro, ambiente, sicurezza, salute, tempo libero e reddito’, termina con una riflessione che definirei ottusa:

A questo punto il problema di fondo del Paese è probabilmente quello di capire come sia possibile gestire al meglio i fondi del Pnrr di fronte ad un Mezzogiorno sostanzialmente incapace di reagire alla crisi sanitaria, ma anche sociale, politica ed economica che ha investito l’Italia, evitando che queste risorse si disperdano nei soliti mille rivoli di un clientelismo ostile a investimenti e innovazione, mentre le metropoli del Nord hanno già innestato una marcia in più e si preparano a recuperare il terreno perso. Un problema politico, oltre che sociale, dal quale dipenderà il futuro prossimo del Paese”.

Napoli (940.940 abitanti con una densità abitativa di 7.911 abitanti per km²) è posizionata al penultimo posto prima di Crotone, mentre sul podio siede Parma (200.218 abitanti con una densità abitativa di 768 abitanti per km²).

La città emiliana, che nel 2020 si trovava al 39° posto, ha raggiunto il massimo punteggio su 4 dei 9 parametri esposti: reddito, tempo libero, affari e lavoro e sicurezza. Al quarto posto una meritevole Bologna ed al quinto posto Milano, che è in testa per il reddito medio annuale pro capite, ma ultima per la sicurezza, chiudendo la classifica al 107° posto.

Qualità della vita 2021 I dati bisogna saperli raccogliere ma soprattutto saperli leggere

Di grande ausilio per la comprensione dei territori sono le mappe demografiche che osservano le aree geografiche per età: 0-10 anni; 18-35 anni; over 65 anni.

L’incidenza generazionale negli ultimi anni è mutata e la qualità di vita, sull’osservazione dei servizi sociali, dell’istruzione, del lavoro, esprime i disagi o il benessere di un’Italia disomogenea. Napoli è tristemente al 103° posto tra le città che offrono la peggiore vivibilità ai giovani dai 18 ai 35 anni, prima di Potenza, Barletta A.T., Roma, Sud Sardegna.

Su Roma, infine, ItaliaOggi pubblica solo 2 righe, che esprimono più di quanto vorrebbero il peso di un’Italia sbilanciata, proiettata sfrontatamente verso il benessere consolidato: “Un discorso a parte meriterebbe Roma, unica tra le grandi città ad essere fuori dal gruppo uno (quelle dei migliori) e a non guadagnare posizioni, perdendone anzi quattro (passa dal 50 al 54esimo posto)”.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Barbara Giardiello
Giornalista pubblicista. Dopo una breve esperienza politica assume una posizione di osservatrice, con particolare attenzione verso le pari opportunità.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli