La rappresaglia di Mosca per l’attacco al ponte della Crimea si è abbattuta su Kiev. Questa mattina la capitale ucraina è stata attaccata: danneggiate infrastrutture e varie zone del centro. Ci sarebbero 8 vittime e oltre 20 feriti. Era dal 26 giugno scorso che le forze russe non colpivano la città. Uno dei missili è caduto vicino all’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky.
La rappresaglia di Mosca, bombe su Kiev
Da stamattina presto è in corso un vastissimo attacco missilistico sulle strutture amministrative, dirigenziali, industriali ed energetiche dell’Ucraina.
Un primo, parziale elenco riporta 60 esplosioni a Kiev, 47 a Nikolaev, 15 a Lviv, 27 a Vinnitsa, 20 a Kharkiv e 15 a Odessa (sia nelle città che nel circondario). Ci sarebbero 8 vittime e oltre 20 feriti.
A Kiev, sia Zelensky che il sindaco Klitschko hanno esortato la popolazione a non uscire dai rifugi e a non cercare di entrare in città. Ci sono continue interruzioni dell’energia elettrica in varie parti del paese e il numero di impatti è così alto da rendere inutile qualsiasi tentativo di intercettazione contraerea; anche i vigili del fuoco non riescono a stare dietro a tutte le esplosioni.
Tra le zone della capitale prese di mira c’è il centralissimo distretto di Shevchenkiv. I missili russi hanno “danneggiato l’Università Shevchenko, la Filarmonica e i musei Khanenko e Shevchenko“, ha inoltre annunciato il ministro della Cultura Oleksandr Tkachenko aggiungendo che il ponte pedonale e ciclabile sul Volodymyrsky Uzviz vicino all’Arco della Libertà è stato colpito.
Si tratta ora di capire se gli attacchi di stamattina siano una risposta isolata, o se siano l’inizio di una nuova strategia che comporta la distruzione di larga parte dell’intera rete amministrativa, produttiva e infrastrutturale dell’Ucraina.
Bombe su Kiev: missile in diretta TV sulla BBC
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