L’autore di “Mia sorella Emanuela” si riferisce alle dichiarazioni del fratello di Emanuela Orlandi, riferendosi alla presunta pedofilia di papa Wojtyla.
Peronaci attacca Pietro Orlandi
“Quando ho letto questa dichiarazione, ampiamente riportata oggi da organi di stampa, ho stentato a credere che Pietro Orlandi potesse averla pronunciata: “Wojtyla ogni tanto la sera usciva con due Monsignori polacchi e non andava certo a benedire le case…”
Così Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera, si è espresso in merito alle ultime novità sul caso di Emanuela Orlandi, in un lungo post sul suo profilo social dal titolo
“Fango su un Papa Non è questo il modo di cercare la verità”
Peronaci scrisse un libro a quattro mani con Pietro, il fratello di Emanuela, dal titolo “Mia sorella Emanuela”. Successivamente il giornalista ha scritto altri libri sulla misteriosa scomparsa della ragazza
Da anni i due si sono allontanati, per diversità di vedute. Secondo il giornalista, la rottura di questo connubio giornalistico-investigativo, è dovuta alla esasperata ricerca di visibilità dello stesso Orlandi, che lo ha portato ad accreditare qualsiasi pista. Peronaci afferma che ciò è stato un grande errore, poiché pone il rischio di dare credito a tutte le piste. Di fatto anche senza volerlo, si contribuisce a confondere e depistare .
Il giornalista calca la mano, nel suo post sulla pagina FB, scrivendo che Orlandi “.. ha scelto la linea diretta dell’insulto non provato al massimo rappresentante della chiesa cattolica. In una trasmissione televisiva è giunto a gettare fango su Giovanni Paolo II, accusandolo esplicitamente di essere stato “pedofilo”.
Peronaci si riferisce alla frase pronunciata da Orlandi, su una indiscrezione che gli è arrivata da ambienti vaticani. Pietro stava commentando il file audio del 2009, reso noto solo ora da Alessio Ambrosini titolare del blog Notte Criminale, in cui un “compare” di Renato De Pedis, detto Renatino, il boss della banda della Magliana sepolto inspiegabilmente in una chiesa di Roma, coinvolge i vertici del Vaticano, nella vicenda.
Tesi sostenuta da anni da Pietro. Il file tra l’altro è stato acquisito agli atti -in versione integrale e senza la censura dei nomi- da parte del promotore di giustizia del Vaticano, che ha ascoltato Orlandi, come persona informata sui fatti, per ben otto ore. Nella parte non censurata, risulta un riferimento esplicito a Papa Giovanni Paolo II.
Forse il vero dramma della società civile di questo paese sta proprio nel fatto che ci si indigna per la circostanza nella quale si osa esternare legittimi dubbi, sulla condotta morale di un pontefice santo e non dei 40 anni di omertà a danno di una famiglia che ha tenacemente ricercato la verità.

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