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Mentre il bilancio delle vittime del catastrofico terremoto di magnitudo 7.7 in Myanmar continua a salire in modo allarmante, la giunta militare del paese non mostra segni di voler interrompere le operazioni offensive contro le forze di opposizione.
Il devastante sisma che ha colpito venerdì 28 marzo ha già causato ufficialmente oltre 1.600 morti, anche se funzionari statunitensi citati dalla CNN suggeriscono che il numero effettivo potrebbe superare i 10.000.
Myanmar, campagna militare implacabile nonostante il sisma
Anche mentre i soccorritori cercano disperatamente sopravvissuti sotto gli edifici crollati, il governo militare ha continuato a lanciare attacchi aerei nei territori controllati dai ribelli. Secondo la divisione birmana della BBC, almeno sette persone sono state uccise in un bombardamento aereo su Naungcho, nel nord del Myanmar, durante il fine settimana.
Fonti dell’opposizione segnalano ulteriori attacchi nei pressi di Chang-u nella regione di Sagaing — epicentro del terremoto — e lungo il confine con la Thailandia.
“Mentre i cittadini rimangono intrappolati sotto le macerie in attesa di soccorso, gli aerei militari continuano a volare in missioni di bombardamento invece di consegnare aiuti”, ha dichiarato un operatore umanitario che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza.
Questa persistente aggressione militare arriva in un momento in cui il Paese affronta una delle peggiori crisi umanitarie della sua storia recente. Con più di 3.400 feriti e oltre 100 persone ancora disperse, il terremoto ha devastato infrastrutture critiche nelle regioni colpite. I rapporti indicano che circa 3.000 edifici, molte strade e diversi ponti hanno subito danni significativi.
Una nazione divisa dal conflitto civile
I vertici militari hanno preso il potere nel febbraio 2021, rovesciando il governo democraticamente eletto guidato da Aung San Suu Kyi. Da allora, il Myanmar è stato travolto da una brutale guerra civile, con numerosi gruppi armati che combattono per ripristinare la governance democratica.
La Forza di Difesa del Popolo (PDF), l’ala armata del Governo di Unità Nazionale dell’opposizione, ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale di due settimane a partire da domenica, che durerà fino al 12 aprile. Questa sospensione temporanea delle operazioni offensive mira a facilitare la consegna di aiuti nelle aree colpite dal terremoto, anche se le operazioni difensive continueranno.
“Mettiamo il benessere delle vittime del terremoto al di sopra dei nostri obiettivi militari”, ha dichiarato un portavoce del PDF. “Purtroppo, la giunta non dimostra alcuna preoccupazione umanitaria simile”.
Tuttavia non tutti i gruppi combattenti anti-giunta rispondono al Governo di Unità Nazionale, limitando potenzialmente l’efficacia del cessate il fuoco.
Crisi nella crisi
Il terremoto ha colpito un Paese già paralizzato dall’instabilità politica e dal declino economico. Le immagini provenienti dal Myanmar mostrano civili feriti abbandonati nei cortili e agli ingressi degli ospedali, mentre le città devastate mancano di attrezzature di soccorso di base e servizi di emergenza.
In un raro allontanamento dalla sua posizione isolazionista, il regime militare ha fatto appello alla comunità internazionale per assistenza umanitaria — una mossa interpretabile come un segno della posizione sempre più debole della giunta.
L’Istituto Geologico degli Stati Uniti avverte che, oltre al devastante tributo umano, l’impatto finanziario del terremoto potrebbe superare l’intero PIL del Myanmar, potenzialmente infliggendo quello che alcuni descrivono come “il colpo finale” al governo militare.
Risposta internazionale
Mentre le organizzazioni di aiuto internazionali preparano gli interventi di risposta, devono affrontare sfide significative nel navigare un panorama politico complesso. Gli aeroporti di Naypyitaw e Mandalay rimangono chiusi, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso.
Gli esperti sanitari avvertono di un’imminente emergenza di salute pubblica se gli aiuti non potranno raggiungere rapidamente le aree colpite. Con ospedali danneggiati, forniture mediche limitate e sistemi igienico-sanitari compromessi, il rischio di epidemie cresce ogni giorno.
Il Presidente italiano Sergio Mattarella ha descritto le immagini dal Myanmar come “sconvolgenti” e ha chiesto misure per “facilitare la consegna di aiuti” alle regioni colpite.
Mentre gli sforzi di soccorso continuano—incluso il miracoloso salvataggio di una donna trovata viva dopo 30 ore sotto un condominio crollato a Mandalay—la popolazione del Myanmar si trova intrappolata tra disastro naturale e conflitto umano, con poche indicazioni che i loro governanti militari intendano dare priorità ai bisogni umanitari rispetto agli obiettivi militari.

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