www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Invece di promuovere la pace, Merz annuncia con Zelensky la produzione congiunta di missili a lungo raggio. No al gas russo anche in caso di pace. La Germania vira verso il riarmo, trascinando l’Europa in una pericolosa logica di guerra permanente.
Il pericoloso attivismo bellico del Cancelliere Merz: tra riarmo, missili a Zelensky e addio alla diplomazia
Il recente incontro tra il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, tenutosi a Berlino, ha segnato una svolta inquietante nella politica estera della Germania. Lungi dal promuovere percorsi di pace, Merz ha annunciato un nuovo progetto di cooperazione industriale-militare con Kiev: la produzione congiunta di missili balistici a lungo raggio.
Un’iniziativa che, al di là della retorica sulla “difesa ucraina”, contribuisce ad alimentare una logica di guerra permanente, esponendo l’Europa a rischi crescenti e compromettendo ogni prospettiva diplomatica.
La doppiezza strategica e le contraddizioni di Merz
Merz, esponente della CDU e attuale guida del governo tedesco, aveva già sollevato forti critiche parlando esplicitamente, in un intervento finlandese, della possibilità di colpire la Russia “in profondità”.
Travolto dalle reazioni dei socialdemocratici della Große Koalition e persino da membri del suo stesso partito, ha successivamente corretto il tiro, sostenendo che “nulla cambierà nelle regole di ingaggio tedesche”. Ma il giorno successivo, accanto a Zelensky, ha rilanciato con toni ancor più aggressivi: non ha confermato l’invio immediato dei missili Taurus, ma ha avviato una partnership strutturale con Kiev per la fabbricazione di armi a lungo raggio.
Il Guardian ha riportato fedelmente le sue parole: «Non ci saranno restrizioni di gittata, il che consentirà all’Ucraina di difendersi completamente, anche contro obiettivi militari situati al di fuori del suo territorio». Un’affermazione pesante, che segnala un cambio di paradigma: la Germania, per decenni baluardo di equilibrio e prudenza, sembra ora attratta da una pericolosa deriva neo-interventista.
La Germania verso un riarmo sistemico
Questa escalation bellica avviene nel quadro di un massiccio riarmo tedesco. Le parole di Merz sul “nuovo inizio” nella cooperazione industriale-militare fanno intravedere l’ingresso del complesso militare-industriale come attore influente nella politica estera tedesca. Un processo che, per molti osservatori, evoca scenari storici inquietanti. La memoria collettiva europea non può ignorare le conseguenze disastrose dell’ultima volta in cui la Germania ha seguito la strada del super-riarmo senza freni e senza mediazioni.
Merz ha inoltre escluso categoricamente il ripristino del gasdotto Nord Stream 2, anche qualora si aprissero spiragli per una pace negoziata. Una dichiarazione clamorosa, che priva la Germania e l’intera Europa di un possibile strumento per mitigare la crisi energetica. Si tratta di una scelta ideologica, dettata non da ragioni economiche ma geopolitiche, con l’evidente intento di allinearsi totalmente alle posizioni atlantiche più oltranziste.
Una politica estera priva di bussola
Il pacchetto da cinque miliardi di euro promesso all’Ucraina durante l’incontro è solo l’ennesimo segnale di una Germania che finanzia massicciamente una guerra mentre riduce il proprio margine diplomatico. In un’epoca in cui si moltiplicano le crisi globali – dall’Ucraina a Gaza – ci si aspetterebbe maggiore prudenza e un impegno a bilanciare l’aiuto militare con pressioni reali per il cessate il fuoco.
Ma Friedrich Merz sembra invece deciso a ridefinire il ruolo della Germania come potenza armata, chiudendo la porta a qualsiasi soluzione pragmatica. Una deriva pericolosa, che mina la sicurezza europea e tradisce lo spirito costitutivo dell’Unione: costruire pace, non alimentare conflitti.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL NOSTRO BOOKSTORE
E PER I NOSTRI GADGET CLICCA SUL LINK – https://edizioni.kulturjam.it/negozio/
Leggi anche
- Israele senza maschera: la trasparenza del genocidio
- L’embargo USA contro Cuba: una reliquia della guerra fredda che danneggia solo il popolo
- L’Eternauta: un capolavoro del fumetto e della memoria
- “Israele contro Hamas”: il bestseller perfetto secondo le regole della narrazione
E ti consigliamo
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- Musikkeller, un luogo-non luogo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente













