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domenica, Agosto 14, 2022

Ma quale dittatura sanitaria! A Livorno manifestazione comunista contro il carovita e il governo Draghi

Mentre alcuni continuano a blaterare di dittatura sanitaria, a Livorno la sinistra comunista organizza una manifestazione per porre l’attenzione sui veri temi di giustizia sociale ed economica come il carovita e non solo.

“Dittatura sanitaria? No, economica” dice la Livorno comunista contro il carovita

Se in Italia c’è un problema di democrazia, esso si sostanzia in una forma di dittatura economica. Uso questa locuzione nella speranza che abbia almeno la stessa fortuna di “dittatura sanitaria”, situazione immaginaria contro la quale alcuni scervellati scendono in piazza, altri si limitano a borbottare o concionare (più numerosi, e purtroppo non tutti di bassa scolarità, ché altrimenti si sarebbe potuto chiudere un occhio) e comunque un 15% della popolazione non si vaccina inguaiando anche la restante parte, vuoi perché si ispira al “preferirei di no” dello scrivano Bartleby, vuoi per una scelta consapevole di comportamento individualista e antisociale.

Che l’inflazione sia in ripresa non c’è bisogno di farselo dire dagli economisti, basta vedere i cartelli dei prezzi dei benzinai e i tassi dei BTP Futura il cui collocamento si è concluso venerdì scorso. E per sapere che i salari italiani siano inadeguati basta avere qualche amico in Germania, dove persino camerieri e operatori di call center percepiscono uno stipendio più che dignitoso.

Le motivazioni della manifestazione sono espresse con chiarezza nel comunicato che riportiamo integralmente, due aspetti meritano qualche parola in più.

Ma quale dittatura sanitaria! A Livorno manifestazione comunista contro il carovita e il governo Draghi
Foto di Falco Ranuli

 

L’autoproduzione in ambito portuale

Io vengo da un paese di montagna e vivo in una città che non ha il porto, confesso che mi sono dovuto documentare per l’occasione, pertanto spero mi perdonerete eventuali imprecisioni. L’autoproduzione consiste nel concedere all’armatore della nave di effettuare carico/scarico e rizzaggio/derizzaggio delle merci con i suoi marittimi (le rizze sono i fermi che assicurano il carico all’interno delle stive). Perché, chiedono gli armatori, in Italia esiste una norma che le classifica come attività portuali impedendo di utilizzare i nostri lavoratori che in porto, terminata la navigazione, non hanno niente da fare?

Non è educato rispondere a una domanda con un’altra domanda, ma stavolta facciamo un’eccezione: cari armatori, i vostri marittimi (algerini, malesi, cileni) hanno la stessa retribuzione oraria dei portuali italiani (che pure non navigano nell’oro)? Le operazioni di cui sopra gliele fareste fare durante l’orario di lavoro oppure dobbiamo sospettare che avverranno durante quello che sarebbe il loro riposo obbligatorio? Sono adeguatamente formati ai fini antiinfortunistici?

Qualcuno dirà che il problema in fondo è limitato a una sola categoria di lavoratori, e che la circolazione delle merci è elemento costitutivo del progresso delle nazioni; ma il liberismo fa sempre così, ed è proprio come diceva Gasperino er carbonaro messo al posto del Marchese Onofrio del Grillo quando controllava i conti di legna e carbone con l’amministratore:

 

Manifestazione comunista unitaria…

…è un ossimoro, si potrebbe dire con facile battuta. Ma a Livorno giusto un mese, fa su iniziativa della Federazione Comunista Ilio “Dario” Barontini e della Federazione di Livorno del Partito Comunista Italiano, è stata presentata la piattaforma di Unità d’Azione Comunista. Suppongo che la rappresentanza elettorale delle due realtà non abbia numeri elevati nemmeno a livello locale, ma hanno fatto scendere in piazza molta gente, perché l’unità politica è il solo modo per strappare i voti dei lavoratori all’unico partito che oggi ne porta avanti (più formalmente che nella sostanza) le istanze: questo partito è la Lega, e ho detto tutto.

Ma quale dittatura sanitaria! A Livorno manifestazione comunista contro il carovita e il governo Draghi

Il manifesto politico del No Carovita Day

Da mesi le manifestazioni No Vax travestite da No Green Pass hanno polarizzato il dibattito politico spostando l’attenzione dai problemi reali.

La cosa più grave è che nel frattempo il Governo Draghi indisturbato sta approvando in Parlamento una manovra lacrime e sangue che scarica la crisi su Studenti, Precari, Lavoratori e Pensionati.

È ora di dire basta a tutto ciò e scendere in piazza a Livorno per i veri problemi del nostro futuro.

Vogliamo fare un corteo unitario che da Piazza Cavallotti spieghi per le vie del centro quanto sta accadendo: l’età pensionabile portata a quota 102, nessun investimento in edilizia popolare, continui tagli alla sanità pubblica, delocalizzazioni selvagge, deregolamentazione della logistica e autoproduzione in ambito portuale, taglio delle tasse previsto solo per le grandi aziende e al contrario per i cittadini comuni un aumento di bollette, gas, luce, spese correnti e benzina.

Assistiamo inoltre ad un utilizzo strumentale della legittima preoccupazione per i cambiamenti climatici attraverso un bluff chiamato transizione ecologica.

Ma quale dittatura sanitaria! A Livorno manifestazione comunista contro il carovita e il governo Draghi
Foto di Falco Ranuli

Per mesi ci hanno raccontato che sarebbe andato tutto bene e adesso stanno scaricando la crisi economica collegata a quella sanitaria sulle solite persone. Nel frattempo nelle città ci si mobilita su temi individualistici che poco hanno a che fare con un miglioramento oggettivo delle nostre condizioni di vita nel nostro futuro, disperdendo energie e forze su temi che non scalfiscono minimamente il governo.

Le generazioni future non hanno prospettive. Vediamo continui tagli alla scuola e all’istruzione, accorpamenti di aule e mancanza di insegnanti adeguatamente retribuiti.

I nostri salari negli ultimi 30 anni sono gli unici ad essersi abbassati rispetto al resto d’Europa.

In Italia abbiamo 3 milioni di lavoratori al nero. Un esercito di precari: senza diritti, senza contratti, con salari da fame, che non possono permettersi di ammalarsi; c’è una vera e propria strage sul lavoro che ha prodotto 15 mila morti negli ultimi 14 anni.

Rivendichiamo la necessità di un piano globale e condiviso per superare la pandemia. Mentre i paesi più ricchi discutono della necessità della terza dose, per aumentare la copertura e limitare la circolazione del virus da questa parte del mondo, in molti paesi ancora si attende la prima. Tutto ciò, oltre a non contrastare efficacemente il Covid, espone ad alti rischi le popolazioni più povere e contribuisce alla circolazione del virus ed alla formazione delle varianti, rappresentando quindi un pericolo anche per l’efficacia dell’immunizzazione delle popolazioni vaccinate.

Le grandi industrie farmaceutiche si sono enormemente arricchite durante questa pandemia costata milioni di morti, ma non hanno neppure pensato a fornire lo strumento primario di protezione a milioni di abitanti della terra, abbandonati a sé stessi, a differenza di paesi come Cuba che ha inviato nel mondo i suoi medici e ha messo a disposizione un vaccino gratuito per tutti.

Le necessarie misure di contrasto al virus come il vaccino, non possono essere utilizzate per scendere in piazza rivendicando un diritto alla libertà individuale che è in aperto contrasto con la salute collettiva. A dirlo sono i dati a confronto del 2020 con quelli del 2021, dove le vaccinazioni hanno garantito una riduzione di morti e contagi, al netto di tutte le interpretazioni e le fake news che circolano.

La libertà non è un concetto astratto ma concreto, quindi, noi vogliamo riportare al centro dell’agenda politica e dell’attenzione delle masse, tutte le questioni citate, che costituiscono veramente un pericolo per chi da sempre, e non da un anno, vive sotto la vera dittatura in atto: quella finanziaria.

È arrivato il momento di dire BASTA.

Per questo, sabato 13 novembre alle ore 15.30, chiediamo a tutta la città di scendere in piazza compatta contro il governo e le sue politiche di tagli e austerità.

Invitiamo le forze politiche e le associazioni ad aderire e partecipare alla manifestazione, esortiamo le organizzazioni sindacali a sostenere e invitare i propri iscritti alla partecipazione in massa.

Al fine di evitare protagonismi e per mettere al centro lo spirito unitario, chiediamo tutti di non portare bandiere e simboli delle proprie organizzazioni.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

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A.C. Whistle
A.C. Whistle
Giurista e poeta

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