Su Rai 3 va in scena la russofobia, prima con un servizio in cui un bombardamento ucraino sui civili a Donetsk viene fatto passare per russo, poi con il giornalista Giancarlo Loquenzi che si lascia andare a commenti sconcertanti.
Isteria antirussa in Rai, Loquenzi: “Russi odiano ucraini”
Il corto circuito dell’informazione tradizionale produce ronzio di sottofondo e un unico “pastone” con cui si mescolano opinioni con i fatti, ipotesi con veri e propri falsi. L’incapacità dei media di informare i cittadini anche se quell’informazione si discosta dalla narrazione dei governi ha portato come unico risultato la più diffusa ignoranza su tante questioni.
Ma l’isteria antirussa di questi mesi, che non ha nulla a che vedere con le reali questioni politiche e la guerra, ha raggiunto vette parossistiche. L’ultima perla è stata sganciata da Rai 3, l’ormai remota e compianta fu “TeleKabul”.
Nel corso di Linea Notte il giornalista Giancarlo Loquenzi, conduttore su Radio 1, si è lasciato andare a dichiarazioni a dir poco sconcertanti: “Il popolo russo odia gli ucraini, vorrebbero sterminali; l’unica opposizione da Putin non arriva da chi chiede la pace ma da chi chiede più guerra. Da quelli che vorrebbero usare l’atomica, buttare i bambini ucraini nei fiumi, scioglierli nell’acido…”
#Loquenzi: il popolo russo non vuole la pace e odia gli ucraini, vorrebbe sterminarli con l’atomica e sciogliere i loro bambini nell’acido
🤦🏻♀️
Una simile accozzaglia di cazzate tutte assieme e strutturate in un racconto non è facile da assemblare, te la devi preparare pic.twitter.com/9JFwodIbkd— Adriana Spappa (@AdrianaSpappa) December 8, 2022
Come se non bastasse, nell’edizione del TG3 era andato in onda, per l’ennesima volta, il racconto dell’autolesionismo dell’esercito russo che a Donetsk si autobombarderebbe. In sintesi: ancora una volta ucraini bombardano città controllate dai filo russi da anni e li si fa passare per azioni russe contro i civili nelle aree da loro controllate.
Va bene che la verità è la prima vittima della guerra, ma penso che ci debbano essere dei limiti, specie su canali pagati dai contribuenti. pic.twitter.com/HcTH6n2Z3W
— 𝙰𝚕𝚎𝚜𝚜𝚊𝚗𝚍𝚛𝚘 𝙶𝚞𝚎𝚛𝚊𝚗𝚒 (@AleGuerani) December 8, 2022
La questione che sottolineiamo qui non è essere filorussi o filoucraini, la guerra è un orrore sempre, da qualsiasi parte arrivi e per qualsiasi motivo. Il problema è della nostra democrazia, di uno dei suoi cardini, l’informazione, divenuta in maniera sempre più sfacciata un mezzo orientativo e non informativo.

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