Israele attacca Gaza e lancia l’operazione militare Breaking Dawn: almeno 8 morti, tra cui una bambina di 5 anni. Il premier di Tel Aviv: “Agito preventivamente contro una minaccia concreta”.
Israele attacca Gaza, morti e feriti
Sono almeno otto i palestinesi rimasti uccisi, tra cui una bambina di 5 anni, in improvvisi raid aerei israeliano contro la Striscia di Gaza. L’esercito di Tel Aviv ha ribattezzato la nuova offensiva “Breaking Dawn”.
Tra i morti ci sono anche Taisir Al Jaabari e Khalil al Bahtini, due comandanti militari palestinesi. I feriti sono 55 fino a questo momento.
Fonti militari israeliane parlano invece di 10 forse venti “miliziani del Jihad” uccisi mentre si preparavano a lanciare attacchi contro il sud di Israele.
Secondo i comandi dello Stato ebraico i bombardamenti aerei, che hanno preso di mira Gaza city e in particolare il Palestine Tower, sarebbe stati “preventivi” allo scopo di “scongiurare” una vendetta per l’arresto a inizio settimana di Bassam al Saadi, un comandante militare a Jenin, in Cisgiordania.
Israele ha già schierato le batterie antimissile Iron Dome a copertura di una zona cuscinetto profonda 80 chilometri lungo il confine con Gaza. Inoltre, e innalzato il livello di allerta; la polizia ha richiamato i riservisti per aumentare il livello di sicurezza nelle aree minacciate e lungo il confine ed è stato deviato verso nord il traffico aereo in entrata e in uscita dall’aeroporto internazionale Ben Gurion.
Il ministro della difesa israeliano, Benny Gantz, prova a giustificare questa nuova carneficina ripetendo la solita formula, cioè che “la situazione nel sud di Israele è tesa. Noi non cerchiamo un conflitto, ma non esiteremo a difendere i nostri cittadini, se necessario. Ai nostri nemici, in particolare ai leader di Hamas e della Jihad Islamica, voglio dire che il tempo è scaduto. Questa minaccia sarà rimossa, in un modo o nell’altro“.
Il segretario generale della Jihad Islamica, Ziad Al-Nakhala, ha dichiarato “Il nemico ha lanciato una guerra contro il nostro popolo. Noi tutti dobbiamo difenderci. Non consentiremo al nemico di continuare i suoi sistematici tentativi di colpire la resistenza armata”.
La schizofrenia geopolitica sta raggiungendo vette borgesiane in questi mesi, come nel caso del governo di Israele, che con il suo premier Bennet condanna l’invasione della Russia in Ucraina, mentre con la sua aviazione, prima continua a bombardare la Siria fuori da ogni legalità internazionale, se poi si può parlare di legalità al cospetto di bombe e morti, e oggi si lancia in quest’ennesima operazione di aggressione. Il tutto nel silenzio della comunità internazionale che preferisce voltarsi dall’altra parte.
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