Fausto Bertinotti: “Si apre un ciclo a-fascista. Sinistra per privilegiati, occorre sciogliere PD”

Fausto Bertinotti in gran spolvero questa settimana, riappare ospite, in due diverse occasioni, sia a Rete 4 che a La7 per commentare il quadro politico nazionale dopo le elezioni e lo stato di salute della L’ex segretario di Rifondazione Comunista è durissimo nell’analizzare l’attuale scenario.

Fausto Bertinotti: “La politica è morta e c’è il rischio che la sinistra sparisca.”

“La politica è morta – sentenzia immediatamente il subcomandante fausto – in realtà è da tempo che si può dirlo che in Italia la politica sia sparita. Poi siccome ci sono dei moti che camminano, l’apparenza finisce per confondere e negare la realtà. In questa che è stata forse la peggiore campagna elettorale del Dopoguerra, non è emersa in tutto il dibattito alcuna proposta forte, in una situazione in cui viviamo la tragedia della guerra come se fosse naturale e la crisi economica e sociale come se non avesse alternative. Adesso abbiamo una crisi ecologica di proporzioni tragiche e sostanzialmente continuiamo a parlare con lo stesso linguaggio di prima”.

Bertinotti poi affronta il flop della sinistra: “Un grande protagonista di queste elezioni è stato l’astensionismo. Siamo di fronte a un vulnus grave della democrazia. Poi nei ceti popolari è avvenuto un fenomeno che non è nuovo ma esiste da decenni. Prima è stata la Lega, poi i Cinque Stelle e oggi è la Meloni. Che cosa ha determinato questo “pieno”? Il vuoto della sinistra, che è scomparsa letteralmente. Rinchiusa in certi ambienti privilegiate del Paese, a diventare il partito dei ceti abbienti e il partito del governo per antonomasia. Quindi, ancora per protesta, si vota contro la sinistra nei ceti popolari”.

Fausto Bertinotti: “C’è il rischio che la sinistra sparisca. Ci vuole un atto di coraggio, sciogliere PD”

Infine l’immancabile giudizio sulla “provenienza” politica di Giorgia Meloni. “È finito il Dopoguerra italiano, quello che ha aperto un ciclo anti fascista. Per la prima volta il prossimo presidente del Consiglio appartiene a una formazione politica erede di un soggetto che non ha partecipato a quella costruzione. Si apre un nuovo ciclo che potremmo chiamare “a-fascista”, con la “a” privativa”.

Bertinotti: “Si apre il ciclo a-fascista”

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