Quotidiano on-line ®

22.5 C
Rome
lunedì, Luglio 4, 2022

Emanuela Orlandi, parla il fratello: “Siamo a una svolta”. E lancia pesantissime accuse al Vaticano

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: “Ho in mano elementi decisivi ma il Vaticano non vuole ascoltarci.”

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: “Siamo a una svolta”

Prima dell’inizio del sit-in per commemorare Emanuela Orlandi – a Roma in Largo Giovanni XXIII, come ogni 22 giugno –  il fratello Pietro ha annunciato elementi decisivi per la soluzione del caso sulla scomparsa della giovane. Ne ha parlato con l’AdnKronos. Queste le dichiarazioni principali:

“Siamo ad un punto di svolta. Io e l’avvocato abbiamo elementi in mano che possono aiutarci con certezza a capire che cosa è successo. Però ci serve la collaborazione di persone anche che lavorano in Vaticano, che sono a conoscenza di questo fatto, che si liberino la coscienza e che abbiamo il coraggio di non rimanere nell’anonimato. Abbiamo bisogno di loro”.

“Il Vaticano non vuole ascoltarci, nonostante Papa Francesco mi abbia risposto e in una lettera mi abbia esortato a condividere gli elementi a nostra conoscenza con il Vaticano”.

“Uno di questi elementi consiste in alcuni messaggi Whatsapp tra due persone vicine a Papa Francesco su telefoni riservati della Santa Sede che parlano di movimenti legati a questa vicenda, di documentazioni su Emanuela, e dicono che ne era al corrente Papa Francesco e il cardinal Abril, che all’epoca era il presidente della commissione cardinalizia dello Ior”.

Il cardinale è stato più volte contattato dal fratello di Emanuela, ma senza successo.

“Gli ho scritto un sacco di messaggi, ma non risponde”.

“Un giorno la Chiesa dovrà chiedere scusa, nessun potere, per quanto forte, potrà mai fermare la verità, anche se resterà solo una persona a difenderla”.

“Non ho le prove di cosa hanno fatto, ma chi continua a nascondere le cose per 39 anni è complice, così come quella manovalanza che quel giorno ha preso Emanuela. Sta a loro fare un passo avanti, noi più che dire ‘abbiamo prove, convocateci’ che possiamo fare. Ma non ci convocano”.

“Sono convinto che Emanuela è stata usata come un oggetto di ricatto, che nessuno deve conoscere, un ricatto che è ancora in atto nei confronti di qualcuno. Non possono permettersi che esca la verità perché crollerebbe tutto. Ma gli ha detto male, perché siamo ancora qui e non mi sposterò”.

 

Emanuela Orlandi

Leggi anche

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli