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martedì 17 Maggio 2022
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E alla fine sbottò anche Caracciolo su La7: “Che c’entra la resistenza Ucraina con quella italiana?” (video)

Lucio Caracciolo su La7: “Uno dei più tristi 25 aprile che io ricordi. Non si capisce cosa c’entri la guerra in Ucraina con la Liberazione dell’Italia dai nazifascisti”.

E alla fine sbottò anche Caracciolo su La7

Ieri a “Otto e mezzo” (La7) il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, ha commentato  le polemiche esplose nelle varie manifestazioni del 25 Aprile tra chi ha esibito bandiere della Nato e dell’Ucraina e coloro che hanno contestato Letta e mostrato striscioni contro il Patto Atlantico.

“Le polemiche alle manifestazioni del 25 aprile? Sono piuttosto nefaste, forse è stato uno dei più tristi 25 aprile che io ricordi. Intanto, non si capisce cosa c’entri la guerra in Ucraina col 25 aprile, che è la festa della liberazione dell’Italia dall’invasore tedesco e dai fascisti. Quello che si cerca di mettere insieme non può stare insieme”

Il direttore di Limes ha spiegato:

 “Uno dei problemi che viviamo oggi nel capire l’attualità è questo frapporre il passato con il presente. Mescoliamo tutto e alla fine chi capisce qualcosa è bravo. Io non ci capisco nulla. Tra l’altro, le contestazioni di ieri non ci sarebbero mai state se non ci fosse stato il 25 aprile. Oggi si possono dire anche delle grandi sciocchezze, ma si possono dire proprio perché abbiamo avuto quella vittoria che abbiamo forse un po’ dimenticato e che ormai non studiamo quasi più nemmeno a scuola. E invece dovrebbe essere ancora una lezione valida oggi, ma sempre distinguendo l’attualità dal passato e senza strumentalizzazioni“.

Il 25 Aprile è anche una festa di colori, musica e parole

Sollecitato dal direttore del’Huffpost Alessandro De Angelis, secondo cui c’è un anelito comune tra la resistenza ucraina e quella italiana, Caracciolo ha tagliato corto:

“Continuo a non vedere come si possano sovrapporre le due cose, perché sono completamente diverse. Mi rendo conto che siamo in una fase particolarmente delicata e ci si sente forse in qualche modo sotto stress, però noi non ci rendiamo conto che la guerra oggi è qualcosa che ci riguarda direttamente”.

“Siamo di fatto in guerra – conclude Caracciolo- perché mandiamo le armi a una delle parti in causa, la Russia ci ha dichiarato ‘Paese ostile’ e facciamo parte della Nato. Anche se qualche volta sembra il contrario, noi non siamo un Paese neutrale. Cosa facciamo allora adesso in questa guerra? Come vogliamo concluderla? Come vogliamo favorire una pace che convenga anche a noi?”.

Lucio Caracciolo su La7: “Uno dei più tristi 25 aprile che io ricord”  (video)

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