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domenica, Agosto 14, 2022

De Luca asfalta Draghi: “Premier candidato al club degli sfondatori di porte aperte”

De Luca attacca il premier: “Draghi limita i giornalisti come nelle democrazie protette. Se volete posso anche giurarvi di aver visto il presidente camminare sulle acque del Tevere”

De Luca asfalta Draghi

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rivolgendosi ai cronisti a margine di una riunione del Consiglio regionale, ha usato parole pesantissime per commentare l’ultima conferenza stampa di Draghi e l’azione del governo per contrastare la nuova ondata pandemica.

 “Il presidente del Consiglio ha parlato per mezz’ora, insieme con il ministro dell’Istruzione, contro la didattica a distanza generalizzata che non ha chiesto nessuno in Italia. Ha scelto un obiettivo di comodo per parlare per mezz’ora candidandosi anche lui a iscriversi nel club degli sfondatori di porte aperte. Chi gliel’ha chiesta la didattica a distanza?”. 

Ho trovato sconveniente – ha continuato il governatore – che non ci sia stata un risposta di merito al problema limitato posto dalla Regione Campania: parlavamo di due settimane di respiro, limitate alle elementari e alle medie, per organizzarsi al meglio. Invece ora avremo scuole nelle quali i bambini sono senza mascherina, perché le Ffp2 non sono arrivate, costretti a stare in classe con le finestre aperte, i cappotti addosso e i cappelli in testa. Si sarebbe dovuto parlare di questo”. 

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Con Draghi va tutto bene, no?

Sull’apertura delle scuole il giudizio di De Luca è ferocemente ironico:

“Se può fare piacere anche la Campania da oggi può dire che va tutto bene, che è tutto aperto, che il Covid è un raffreddore e, se volete, posso anche giurarvi di aver visto il presidente Draghi camminare sulle acque del Tevere”. 

“La mia sensazione – ha aggiunto – è che siamo chiamati tutti a dire, da qui all’elezione del presidente della Repubblica, che in Italia va tutto bene, che l’economia è aperta, che le scuole sono aperte e che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Io penso che la lettura della situazione dell’Italia debba essere meno pacificata e un po’ più ragionevole”.

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Il premier e la stampa

“Ho ascoltato ieri la conferenza stampa del presidente del Consiglio che ho trovato per un verso sconcertante e per un altro verso insopportabilmente demagogica. All’inizio ha delimitato il recinto nel quale i giornalisti potevano muoversi. Trovo francamente incredibile che il presidente del Consiglio dica ai giornalisti le domande che possono e non possono fare. Queste cose avvengono nelle democrazie cosiddette protette”. 

“Ovviamente il presidente del Consiglio è libero anche di mandare al diavolo il giornalista che fa la domanda o di non rispondere. Ma non credo però che si possa delimitare l’ambito delle domande. A me pare che siamo in un Paese nel quale si è determinata una sorta di narcotizzazione della ragione critica che, mi auguro, vengo ritrovata quanto prima possibile”. 

La conclusione e sulle midure adottate dal governo con l’ultimo decreto:

“Per quanto riguarda le misure previste dal governo, mi sembrano tutte virtuali e in larga misura inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalla garanzia da dare ai presidi, e conseguentemente, alle famiglie di tranquillità. Siamo tutti per la scuola in presenza, ma non tutti condividiamo la necessità di parlare un linguaggio di verità, di partire dalla realtà per quella che è e tutelare davvero, non per finta, la salute dei nostri bambini”.

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Fonte – Agenzia Dire

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