In un’intervista al Corriere della Sera, la deputata del M5S – vicepresidente della commissione – Federica Dieni fa il punto della questione, parlando della possibilità che il Copasir si occupi anche di social network.
Copasir e social network, partirà il monitoraggio
Nell’ultimo periodo, a quanto pare, il Copasir sta provando a monitorare lo stato dell’informazione in Italia,
Il mantra che attraversa politica e informazione è che la propaganda filo-russa è riuscita a infiltrarsi nel nostro Paese e sta attraversando diversi canali mediatici e dunque sarebbe per questo che il Copasir sta monitorando vari canali di comunicazione.
Vanno viste partendo da un assunto le audizioni dell’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes e del presidente dell’Agcom Lasorella. Ma non basta, seguendo la logica del controllo “preventivo” perchè la cosiddetta “disinformazione” viaggerebbe principalmente sui social network.
Per questo nei prossimi giorni il Copasir si occuperà anche di un monitoraggio dei social network, anche attraverso delle audizioni. Ad anticiparlo è stata la deputata del Movimento 5 Stelle, nonché vicepresidente della commissione, Federica Dieni in una intervista al Corriere della Sera: “Il settore va regolamentato perché siamo liberi tutti. E lo dico anche per esperienza personale. Per aver condiviso un post sulla libertà d’espressione sono stata attaccata dai troll”.

Copasir e social network
Come procederà il Copasir e soprattutto, riguardo la questione centrale delle audizioni, a che livello potranno arrivare? E’ possibile che un rappresentante di Facebook e Instagram o di Twitter possa essere ascoltato dal comitato per la sicurezza della repubblica, accettando – di fatto – un confronto parlamentare, sulla falsariga delle audizioni di Mark Zuckerberg al Congresso?
Si tratta di un unicum nella storia della Repubblica, con il Copasir che inizierà a occuparsi dello spazio dei social network per la prima volta, dopo il polverone sollevato dal primo giro di audizioni su televisioni, servizi mediatici e Rai e sulle indagini sulla presunta rete dei filoputiniani, finita spiattellata in prima pagina sul corriere con tanto di foto e nomi, in stile “Wanted“.
Una vicenda che getta un ombra sinistra su che sta succedendo in Italia.

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