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sabato 4 Settembre 2021
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Il consigliere Della Nina sull’omicidio di Voghera: non è morto nessuno, era un rifiuto umano

Parole choc di Massimo Della Nina all’indirizzo di Younes El Bossettaoui, marocchino di 39 anni morto martedì 20 luglio con un colpo di pistola sparato dall’assessore alla sicurezza di Voghera.

Della Nina: non è morto nessuno, era un rifiuto umano

Massimo Della Nina, consigliere in quota destra nel comune di Porcari, in provincia di Lucca, ha pubblicato su Facebook un post su quanto accaduto alcuni giorni fa nel Comune di Voghera, dove l’assessore alla sicurezza Massimo Adriatici ha sparato un colpo di pistola contro Youns El Boussettaoui, cittadino marocchino di 39 anni, uccidendolo.

“Chi era il marocchino ucciso l’altro giorno a Voghera? Nessuno”. Anzi, “un autentico rifiuto umano”.

“Mi dispiace per la comunità marocchina che piange un morto, ma li invito a riflettere su chi era veramente costui. Non ne faccio una questione razziale, sarei stato altrettanto duro si fosse trattato di un italiano. Si da il caso però che fosse marocchino. Si può dire o qualcuno si offende? Era un marocchino. Punto. Ora spostate pure l’attenzione sull’assessore armato che avrà, lui sì, la vita rovinata da questo autentico rifiuto umano”.

“Oggi, il mondo è un posto un po’ più pulito. E se proprio lo volete fare, indignatevi per un carabiniere ucciso in servizio o per un padre di famiglia ammazzato dalla mafia. Non per questa feccia. Lo ripeto, l’altro giorno a Voghera, non è morto nessuno”

Il consigliere Della Nina sull'omicidio di Voghera: non è morto nessuno, era un rifiuto umano

Sulla questione è arrivata durissima una nota da parte di Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che annuncia un esposto.

Presentremo denuncia contro il consigleire nazista di Porcari

Quelle del consigliere del comune di Porcari sono parole che esprimono una mentalità da nazisti. E come Partito della Rifondazione Comunista presenteremo nelle prossime ore un esposto all’autorità giudiziaria per istigazione all’odio razziale e apologia di reato. Auspichiamo che i familiari di Youns denuncino il consigliere anche per diffamazione.

Non è accettabile che uno che parla e ragiona come un nazista faccia il consigliere comunale. Secondo il consigliere ammazzare una persona che soffre di problemi psichici sarebbe più che giustificato.
E non val la pena di rammaricarsi o di biasimare l’autore del delitto.

È pensando a questo tipo di elettori che Salvini non ha condannato l’assassinio perpetrato dall’assessore del suo partito.
Salvini è arrivato a difendere un assessore che girava per la città con la pistola col colpo in canna per garantire la sicurezza.

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Le affermazioni di questo consigliere chiariscono perché Youns è diventato bersaglio dell’assessore Adriatici. Presentava l’identikit perfetto del “mostro” da eliminare per l’immaginario fascioleghista: l’immigrato fastidioso, sporco, che disturba i passanti.

Ricordo che Hitler mandava nei campi di sterminio malati psichici e portatori di handicap.

Per i nazisti le categorie da schiavizzare o sterminare erano sottouomini. Come per il consigliere fascioleghista sono “nulla”, “nessuno”. Youns era un “rifiuto umano”, “feccia”.
A questi nazisti non viene in mente che chi soffre di problemi di salute mentale andrebbe assistito e aiutato.

Non a caso sono da sempre nemici della legge 180 e di un medico antifascista come Franco Basaglia.

Non c’è bisogno di conoscere particolari ulteriori per sapere che un assessore venuto a conoscenza di un caso di forte sofferenza psichica avrebbe dovuto attivare i servizi sociali e il centro di salute mentale. Premurarsi di contattare i familiari, trovare il modo di aiutare.

Ma un immigrato che impazzisce non merita attenzione, è solo un fastidioso “nessuno”, “rifiuto umano” da cui ripulire le strade.

Già mediamente i politicanti non si occupano della salute mentale, figurarsi se si tratta di migranti. La normale negligenza e incompetenza diventa legittimazione della “soluzione finale” fai da te.

Abbiamo appreso da Salvini che Youns avrebbe ricevuto vari provvedimenti di espulsione. Inutile sottolineare la “barbarie” della battuta del leader della Lega. Da quando la permanenza irregolare implica la pena di morte?

Ma c’è da domandarsi: quando Youns li avrebbe ricevuti? Da malato? Con quali approfondimenti sul suo stato prima di emetterli?

Gli immigrati debbono fare gli schiavi per padroni e padroncini e se diventano ingestibili per problemi psichici li ammazziamo?

Lascia turbati che sulla Lega che difende assessore il presidente Draghi e la ministra Cartabia non abbiano espresso parole di condanna.
Che lo stesso Enrico Letta se la sia presa con la pistola e non con il suo alleato di governo.

 

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