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domenica 23 Gennaio 2022
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La bufala a reti unificate sul “vietato dire Natale e chiamarsi Maria in Europa”

24 ore di tam tam mediatico e dichiarazioni roboanti da parte dei sovranisti di casa nostra su presunto divieto di “dire Natale e chiamarsi Maria” secondo una direttiva dell’Unione europea. Ovviamente le cose non stanno così.

La bufala a reti unificate sul “vietato dire Natale”

Di una notizia così non vedevano l’ora Matteo Salvini e Giorgia Meloni per potersi aggrappare ai loro classici cavalli di battaglia, in un momento di appannamento mediatico: “l’Unione Europea vieta di usare la parola Natale per non offendere i non cristiani“; di più, “sconsiglia di usare nomi come Maria“! Alleluja hanno pensato dalle parti di Pontida! Finalmente si torna a parlare di identità, crocifisso, presepi e non cristiani vessatori! Purtroppo per loro però, la situazione appare assai differente rispetto a quella che ci è stata raccontata per 24 ore attraverso titoli decisamente fuorvianti.

Già perchè è la stessa Commisisone Europea a spiegare di cosa si sta parlando nella “European Commission Guidelines for Inclusive Communication“:  si tratta semplicemente di alcuni criteri da adottare per i dipendenti della Commissione nella comunicazione esterna ed interna. Raccomandazioni di buon senso, istituzionali. Come se il titolare di un esercizio commerciale dicesse ai suoi dipendenti di non dare del tu ai clienti.

La Commissione nel documento per una “corretta comunicazione” dal titolo Union of Equality, suggerisce per i suoi dipendenti le linee guida riguardo il trattamento egualitario delle persone: “Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale“.

E ancora: “Evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani“, e al posto di dire o scrivere “Natale è stressante” bisognerebbe utilizzare le parole: “Le festività sono stressanti”. Ma fonti da Bruxelles precisano: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio. Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea. Come Commissione, siamo neutrali sulle questioni delle religioni, abbiamo un costante dialogo con tutte le organizzazioni religiose e non confessionali“.

E in chiusura, ribadiscono che: “Si tratta di un documento interno preparato ad un livello tecnico con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di una comunicazione inclusiva”.

Ma ormai è tardi, la nostra Girogia è già partita per la tangente. Per lei stanno vietando anche di chiamarsi “Giovanni”…

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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