Le assurde ammissioni di Guerini, ministro di un governo dimissionario e in carica per i soli affari correnti, che dice che si lavora all’invio di consiglieri militari in Ucraina.
Le ammissioni del ministro Guerini
“L’incondizionato sostegno a Kiev” è stato ribadito dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel corso della riunione informale dei ministri della Difesa Ue.
Guerini (PD), ricordando l’impegno italiano, ha sottolineato come “nonostante la crisi di governo, si è riusciti a finalizzare il quarto decreto di aiuti, in linea con le priorità rappresentate” dal ministro ucraino Oleksii Reznikov.
In aggiunta agli equipaggiamenti, ha affermato: “Stiamo provvedendo a garantire mirate attività addestrative al personale ucraino per rendere più sicuro l’impiego dell’armamento”.
Parole gravissime cadute nel silenzio assordante di chi dovrebbe difendere la legalità costituzionale.
Le forze politiche della maggioranza, in campagna elettorale, fanno grandi discorsi sulla Costituzione, sulle Leggi, sullo Stato di Diritto, e poi il ministro di un governo dimissionario e in carica per i soli affari correnti dice che bisogna mandare consiglieri militari in Ucraina per “addestrare” gli ucraini contro i russi. Ovviamente tutto questo a parlamento sciolto.
Può essere considerato un affare corrente una decisione politica come questa che ci impegna ancora più direttamente in un conflitto non dichiarato?

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