15.1 C
Rome
sabato 11 Settembre 2021
NewsAmra, detenuta in attesa di processo, costretta a partorire in cella senza...

Amra, detenuta in attesa di processo, costretta a partorire in cella senza ostetrica e medico

Amra ha 22 anni e 3 figli piccoli, arrestata con l’accusa di furto e mandata in carcere al 7ºmese di gravidanza in attesa di processo, è costretta a partorire in cella senza ostetrica e senza medico. Solo la compagna di cella, anche lei incinta.

Amra costretta a partorire in cella

Amra, giovane ragazza di origine bosniaca, madre di tre bambini, viveva in una roulotte parcheggiata nella campagne di Ciampino, tra stenti e furti, assieme e tre amiche – di cui due incinte come lei.

Viene arrestata in seguito a un borseggio a bordo di un tram: aveva rubato il portafoglio di un passeggero con all’interno 40 euro, assieme alle sue amiche.

Nonostante fossero in avanzato stato di gravidanza,  la giudice Isabella Russi ritiene che le tre donne vanno rinchiuse in carcere per il reale pericolo che tornassero a delinquere, non lavorando e non avendo una dimora stabile. E, specifica, “il fatto che le arrestate abbiano figli minori e tre di esse siano in stato interessante” non impedisce “l’applicazione della misura di maggior rigore”.

Dunque Amra viene rinchiusa nella casa circondariale di Rebibbia a Roma e li partorisce in condizioni estreme il 18 agosto: non un medico, non un ostetrico ad assisterla durante il travaglio. Solo la compagna di cella, incinta anche lei, ad assistere la 23enne durante il suo quarto parto.

Una questione morale. Conversazione con Carmelo Musumeci

Eppure, che la donna fosse prossima al parto, lo sapevano tutti, visto che era stata ricoverata poco tempo prima al Pertini per un’emorragia. Nonostante fosse madre di tre figli – uno, di nove mesi, che non ha terminato l’allattamento -, e nonostante l’avvocato Valerio Vitale avesse avvisato le autorità giudiziarie – certificati medici alla mano – del rischio di aborto, si è scelto di non trasferire la donna.

Il garante dei detenuti del Lazio, Gabriella Stramaccioni, aveva lanciato un allarme: quattro giorni prima dell’emorragia, il 14 agosto, aveva visitato l’infermeria di Rebibbia: “In quel momento erano ricoverate 14 donne, anche psichiatriche, in condizioni terribili: molte urlavano, una sbatteva la testa al muro”, ha denunciato al tribunale.

La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha deciso di inviare gli ispettori nel carcere per capire la dinamica degli avvenimenti.

Nel frattempo, il 3 settembre, Amra ha ottenuto il patteggiamento a 1 anno e 4 mesi, fuori dal carcere ma con obbligo di firma alle forze dell’ordine di Pomezia.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche

 

Una questione morale. Conversazione con Carmelo Musumeci


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli