Alexander Pichushkin è l’ultimo serial killer ancora in vita conosciuto in Russia. La sua vicenda ebbe un grande impatto mediatico, tanto che i suoi interrogatori furono trasmessi in tv.
Alexander Pichushkin, 62 vittime…
Il 29 Ottobre del 2007, viene condannato all’ergastolo Alexander Pichushkin – più conosciuto in Russia come il killer della scacchiera – tra lo sgomento dei parenti delle vittime che auspicavano la pena capitale, ancora in vigore nell’ex Urss.
In quel periodo, l’opinione pubblica del paese è particolarmente contraria e di fatto c’è una moratoria sulle esecuzioni.
Pichushkin è l’ultimo serial killer ancora in vita conosciuto di quel paese, meno famoso rispetto al famigerato mostro di Rostov, Andrej Chikatilo il cannibale di bambini, raccontato anche nel film Cittadino X con Donald Sutherland .
La vicenda di Pichushkin ebbe, per la prima volta in Russia, un impatto mediatico. Tanto che i suoi interrogatori furono trasmessi in tv.
Nato a Mosca il 9 Aprile 1974, trascorre la sua adolescenza entrando e uscendo in centri di igiene mentale, ma nessuno riesce a percepire la pericolosità sociale. Per ben quindici anni ha operato indisturbato. Probabilmente, se non fosse stato smisuratamente egocentrico -come la maggior parte dei killer seriali- avrebbe potuto proseguire fino alla fine dei suoi giorni.
Nel 2006 viene arrestato un transessuale, accusato di essere l’autore degli omicidi a colpi di martello nel parco di Biza, alla periferia di Mosca, teatro della maggior parte dei crimini. Nella borsa viene trovato proprio un martello, che il sospetto dice di possedere per difendersi, visto quello che succedeva al parco.
Pichushkin non gradisce che le sue gesta siano attribuite a qualcun altro. Così per farlo capire alla polizia, organizza il suo ultimo delitto. Una sera del Febbraio 2006, invita a cena Marina Moskaliova una collega del supermercato, dove lavora come magazziniere, premurandosi che la donna lo riferisca al figlio.
Agisce come sempre, porta la vittima al parco di Biza e le offre un bel po’ di vodka Veles, nome di una divinità pagana dei boschi di cui Pichushkin si crede una reincarnazione. Poi quando Marina è abbastanza ubriaca e distratta la prende a martellate sul cranio.
È il suo modus operandi, altre volte usa la bottiglia di vodka vuota. Successivamente trascina il corpo senza vita della donna nelle fogne del parco, ritrovato il giorno seguente, dopo l’allarme dato dal figlio della vittima, che denuncia la scomparsa della madre dalla sera prima.
È la prima volta che il killer della scacchiera colpisce una persona con famiglia. Ha sempre colpito tra anziani soli. Li avvicinava con lo stratagemma di voler sommergere con l’alcol, la morte del suo amato cane, condividendo il dolore con qualcuno. Tra l’altro la stragrande maggioranza erano vittime casuali, rendendo quasi impossibile collegarli a Pichushkin.
La polizia non deve fare altro che presentarsi a casa del killer, il quale aveva già predisposto un uscita di scena teatrale suicidandosi. Intento non riuscito, per l’irruzione delle forze speciali.
Nelle fogne del parco, vengono ritrovati 48 cadaveri. Ma Pichushkin ne confessa 62. Aveva quasi raggiunto il suo “grandioso” progetto, che doveva rivelarsi dopo 64 omicidi. Proprio come le caselle della scacchiera. «Altro che Kasparov, sarei stato io il più grande scacchista del mondo» dichiara durante gli interrogatori.
Come spesso accade, “la carriera” del serial killer inizia in modo abbastanza casuale. Nel 1992 progetta un omicidio con la complicità di un suo compagno di scuola, Mikhail Odiichuk, che all’ultimo momento si tira indietro. Alexander temendo che Mikhail riveli tutto lo assassina. Nessuno sospetta, visto il legame tra i due.
Poi una vita tranquilla per dieci anni, quando inizia la mattanza di Biza. L’uomo rivela che dopo ogni omicidio correva per il parco, in preda ad una esaltazione mistica. Sentendosi pervaso da una forza straordinaria, proprio come Veles il dio dei boschi.

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