Lo scandalo Balenciaga fa rumore: la storica maison ritira la campagna pubblicitaria per gli accessori moda e homewear, associata a immagini che richiamano la pornopedofilia.
Scandalo Balenciaga
Il mese di Novembre si è caratterizzato per le notizie destabilizzanti nel mondo della moda.
A parte le ultime collezioni, che hanno presentato i nuovi trends, ci sono stati dei divorzi importanti.
Il più eclatante è stato l’addio di Alessandro Michele alla Maison Gucci proprietà del gruppo Kering, dopo 20 anni di relazione caratterizzata da innovazioni e grandi successi.

Altrettanto rumore ha creato il declino dello stilista Ye aka rapper Kanye West che ha perso tutte le collaborazioni con il mondo della moda, a partire da Adidas e Balenciaga, per citarne due dei più importanti.
La notizia più scioccante è arrivata qualche giorno fa con lo scandalo della storica Maison Balenciaga a causa della campagna pubblicitaria per gli accessori moda e homewear, associata a immagini che richiamano la pornopedofilia.
Il silenzio Adidas
Sorprendente è il silenzio da parte del marchio Adidas, che ancora non ha rilasciato nessuna dichiarazione a riguardo e non si è dissociato dalla casa di moda Balenciaga, usando quindi due pesi e due misure nell’affrontare situazioni imbarazzanti per lo stesso marchio.

Sorprendente, soprattutto perchè lo scandalo Balenciaga riguarda richiami alla pornopedofilia, vuoi perchè le fotografie mostrano dei bambini circondati da oggetti di gusto hard, come le borse peluche di orsetti vestiti di pelle e borchie a richiamare lo stile sadomaso BDSM.

Inspiegabile invece è la presenza, anche se non immediatamente visibile, nelle foto, che hanno come testimonials Isabelle Huppert e Nicole Kidman di un testo su un caso della Corte Suprema USA, che riguarda la pornografia infantile, e di un libro controverso sul pittore belga Michael Borremans.
La Maison del gruppo Kering in un comunicato stampa ha annunciato che prenderà provvedimenti contro l’agenzia di marketing che ha lavorato alla campagna pubblicitaria.
Nel frattempo, le immagini della campagna pubblicitaria “Home Holiday” sono state rimosse dai loro siti ufficiali. Ciò non toglie che le foto siano comunque facilmente reperibili sul web.
Intanto l’influente piattaforma Business Of Fashion BoF ha revocato l’invito al direttore creativo Demna Gvasalia che avrebbe dovuto ricevere il prestigioso riconoscimento Global Voices Award 2022.

Totale silenzio da parte di Demna, direttore creativo della Maison, che personalmente trovo geniale e tra i più innovativi e influenti del mondo della moda.
Silenzio anche da parte di nomi legati al brand come Isabelle Huppert e Nicole Kidman per esempio, attaccata con ferocia dall’opinione pubblica dei social.


Al contrario, sia Kim Kardashian che la top model Bella Hadid hanno preso pubblicamente le distanze dal marchio, anche se non hanno cancellato le immagini delle loro collaborazioni con Balenciaga. Non vedo molta coerenza, forse è meglio il silenzio?


La persona che è stata attaccata con veemenza è il fotografo autore della campagna pubblicitaria, l’italiano Gabriele Galimberti, il quale si difende dicendo che le scelte stilistiche non gli appartengono, lui era li solo per scattare le foto.
In realtà, le foto in questione non sono altro che la copia di un progetto creativo realizzato precedentemente da Galimberti, chiamato “Toy Stories” dove vengono ritratti bimbi da diverse parti del mondo, con i loro giochi preferiti.


Toy Stories – Gabriele Galimberti
Io non trovo queste foto così scandalose, neanche così nuove. Mi indigna maggiormente il documento della Corte Suprema USA che riconosce il diritto di espressione su immagini di pornopedofilia sul web. Forse qualcosa è sfuggito allo styling?
E’ bene precisare che le foto associate ai testi con riferimento alla pornopedofilia non sono state scattate da Gabriele Galimberti.
Trovo invece assurdo che i lavori di un pittore raffinatissimo quale Borremans, che analizza la natura oscura della psiche con opere certamente brutali e contraddittorie, ad evidenziare le fragilità dell’animo, vengano associati alla pedofilia.
Un opera di Borremans
Invece mi indigna tanto il comportamento di chi risponde per il marchio Adidas.
Ye è stato immediatamente abbandonato per delle dichiarazioni antisemite, che, ovviamente non sono assolutamente giustificabili, ma che sono state pronunciate da una persona che soffre di bipolarismo, cosa nota da molto prima degli accordi presi dall’artista con Adidas e altri brand, quali Gap e lo stesso Balenciaga.
Yeezy Gap engineered by Balenciaga
Vorrei dire che vedo tanto opprtunismo in questo divorzio. La collaborazione col marchio Yeezy ha permesso alla Adidas di aggiungere alle loro collezioni dei modelli di sneakers altamente innovativi e unici, disegnati dallo stesso Ye e che ora sono di proprietà della Adidas.

Possibile che delle frasi antisemite, che uscite dalla bocca di Ye, ultimamente visibilmente disturbato, soprattutto a causa del divorzio voluto dalla sua ex moglie Kim Kardashian, siano più distruttive della accuse di riferimenti alla pedofilia infantile?
Come mai Adidas, ad oggi non ha ancora chiuso le collaborazioni col gruppo Kerring rigardo il brand Balenciaga?
Che dire, in pochissimo tempo, sia uno dei mie brand preferiti, che il mio artista hip hop preferito mi hanno deluso fortemente, per non parlare di Adidas, che amo da sempre.
Resto comunque in attesa di dichiarazioni che diano un senso a tutto ciò che sta accadendo, anche se credo che l’unico senso sia quello delle enormi cifre e movimenti di denaro che il mondo della moda riesce a smuovere, travolgendo sentimenti e buon gusto.
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