Dicotomie cromatiche, texture scintillanti, color block e disco dance recall: sulle passerelle urbane sfila la voglia di tornare a sfoggiare lo stile.
Dalle dicotomie cromatiche al color block
La moda, come ogni forma d’arte, si tinge di volta in volta di nuove simbologie, esprimendo stati d’animo, rinascite, messaggi da comunicare attraverso trame, tessuti e colori.
“She’s a scented magazine, living well and dressed to kill” intonavano i Green Day in quell’inno agli addicted del clothing ricordandoci che, più o meno consapevolmente, siamo un po’ tutti “Fashion victims”.

Nonostante sia retorico affermare che “l’abito non fa il monaco”, il nostro modo di vestire spesso rappresenta un mezzo per esprimerci, per interfacciarci con il mondo, per comunicare la nostra identità.
Nell’ultimo periodo la necessità di presentare le nuove tendenze da remoto, ha reso la narrazione delle sfilate sempre più tecnologica e all’avanguardia, permettendo di immergersi nell’esperienza in modo analogo all’avventura “live”.
Ma quali sono i trend che vestiranno le nostre emozioni per l’autunno/inverno 21/22?
Monocrome e color block
Per la nuova enigmatica stagione che si prospetta, ancora in bilico su quel filo spinato che argina la libertà, la Fashion Industry si è diramata in scelte cromatiche diametralmente opposte.

Questa scelta antitetica è forse l’emblema del sentimento contrastante che pervade le nostre emozioni: se da un lato sogniamo di tornare a tuffarci in lifestyle frizzantissimi e vitaminici, dall’altro portiamo ancora le cicatrici di un periodo che ha segnato le nostre vite e che non ci permette di esprimerci ancora al massimo delle nostre ambizioni.
Ecco allora che in un segmento di moda le proposte per la stagione in cui calano le temperature si tingono di dinamismo e trovano nel verde smeraldo il re delle palette.
Che sia un caso o un messaggio sotteso di speranza per un inverno travolgente e ricco di positività?

Sull’altro lato del trend, i colori tenui rivendicano tutta la loro delicata raffinatezza e vanno ad imporsi su mantelle, poncho, maximaglioni texturizzati, capi versatili che avvolgono il corpo in morbidi abbracci protettivi.
Nocciola, maron glacé, caramello…una commistione di cromie che conferisce un retrogusto dolce e vellutato allo stile di ogni giorno.
Un particolare accomuna questi divergenze cromatiche: il color block torna a imporsi come regola da applicare ai più svariati capi.
Sfoggiato sin di tempi degli antichi romani, le testimonianze pittoriche ci informano che imperava anche nelle corti Medievali, accompagnando i costumi dei giocolieri nelle loro goliardiche esibizioni.

Il Rinascimento riconferma il successo di questo peculiare motivo che ben presto si fonde con l’immagine di Arlecchino, celeberrima maschera bergamasca.
Maxi boots metallizzati “staying alive”
Flower power e disco dance: correvano gli anni ’70 e nella cornice rivoluzionaria in cui trionfavano gli hippie con le ampie camicie tie-dye, gli iconici pantaloni a zampa d’elefante e il pizzo crochet, si faceva spazio anche lo stile “disco fever”, con i suoi inconfondibili capi sagomati, scintillanti e poco timidi, leggeri come un velo di stagnola, animati dal ritmo delle note scatenate di Bene Gees, The Trammps, Chic.
E per la serie “a volte tornano”, nel perpetuo contrasto di innovazione e tradizione che disciplina la moda, i maxi stivali metallizzati, sfacciati e temerari, irrompono nelle nuove collezioni per sconvolgere la cauta omogeneità del pacatamente sobrio monocrome o del color blocking nei toni più sommessi.

Il battito animale nella giungla del fashion
Per ripartire con un’energia ruggente, i nuovi trend ripropongono una stampa da sempre discussa e controversa: l’animalier.
Si può dire che i tessuti leopardati, zebrati o effetto pelle di serpente non abbiano mai assistito ad un tramonto, ma sicuramente hanno diviso i fashion addicted in fazioni discordanti.

C’è chi associa l’eccentricità della stampa ad un gusto che fa presto a sfociare nel trash e chi invece ritrova nell’anima appariscente del richiamo alla giungla un espediente di eleganza sopra le righe.
Più o meno apprezzato, una sua particolarità sembra però farsi sempre più strada in un mondo che lotta per la sua sopravvivenza: è l’ecosostenibilità del tessuto, vestito di una nuova simbologia che fa del rispetto per gli animali e il pianeta il suo unico mantra.
Scintille sui red carpet cittadini
Non mancano le texture ad impreziosire le collezioni che popoleranno le vetrine: scintillanti paillettes e lustrini, poliedrici cristalli e brillantini con cui osare anche di giorno accompagnano nuove star urbane sulle passerelle cittadine, avvolgendo la silhouette di luce e conferendo un tocco di energia sparkling ad ogni outfit.

Masterpieces firmati dall’autore
Come ben espresso da Schelling, l’identità non è altro che espressione tra due realtà eterogenee, il reale e l’ideale. Due poli che infine si fondono creando l’assoluto. In queste nuove collezioni gli stilisti più rinomati vogliono comunicarci a gran voce il loro marchio di fabbrica, il simbolo che racchiude l’essenza del loro stile, l’anima della maison che vive in ogni modello intriso della creatività dei fashion maker, la loro idea di assoluto.

Lo fanno con cascate di loghi e monogrammi all over che tappezzano borse e capi, firme indelebili di artisti su quadri di tessuto esibiti in mostre a spasso per la città.
In questo carnevale di tendenze e variegate scelte stilistiche impossibile trovarsi impreparati per la challenge modaiola dei prossimi mesi: c’è chi ha già riposto i freschi abiti di lino e i due pezzi intrisi di salsedine nell’archivio dell’estate e si prepara ad avvolgere le membra in tessuti palpitanti di stile, abbigliando l’anima di look spregiudicati per graffiare la nuova parentesi stagionale di stile e personalità.
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