A sessanta chilometri da Beirut: Israele devasta il Libano

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Israele avanza in Libano fino a 60 km da Beirut, conquista Beaufort, bombarda ospedali e siti UNESCO. Macron convoca l’ONU. Gli USA attaccano l’Iran e negoziano. Il diritto internazionale viene citato nelle riunioni e ignorato nei fatti.

Israele a 60 km da Beirut: l’ONU convoca una riunione

L’esercito israeliano ha annunciato di stare operando per estendere la cosiddetta “Linea di Difesa Avanzata” fino al fiume Zahrani, nel Libano meridionale, portando le proprie truppe a circa sessanta chilometri dalla capitale Beirut. L’avanzata ha già prodotto un risultato simbolicamente rilevante: la conquista del Castello di Beaufort, fortezza medievale arroccata su un’altura che domina una porzione significativa del sud del paese, con valore strategico come punto di osservazione e controllo delle vie di comunicazione locali.

Benjamin Netanyahu ha commentato la presa con il tono del comandante che segna una svolta storica: «i nostri eroici combattenti hanno issato con orgoglio la bandiera dello Stato di Israele». Il ministro della Difesa Israel Katz ha richiamato la battaglia del 1982 — quando Israele conquistò lo stesso forte durante la prima invasione del Libano, mantenendolo fino al ritiro del 2000 — e ha rilancito l’avanzata come continuazione di una missione non conclusa.

L’obiettivo dichiarato è spingere la popolazione civile a nord del fiume Zahrani attraverso una serie progressiva di ordini di evacuazione. Nelle ultime ore sono stati emessi ordini che coinvolgono diversi centri del Libano meridionale: Najjarieh, Aaddousiyyeh, Merouaniyeh — tutti collocati nelle immediate vicinanze del fiume — più la città di Nabatiye, a circa sei chilometri dallo Zahrani. Il ritmo dell’avanzata è sostenuto. L’aviazione israeliana continua a operare in supporto alle truppe di terra, prendendo di mira edifici civili e infrastrutture. Ieri, un raid aereo nei pressi dell’ospedale Hiram di Tiro ha ferito tredici membri del personale sanitario e causato danni significativi alla struttura ospedaliera, secondo quanto dichiarato dal Ministero della Salute libanese.

L’UNESCO condanna, il Consiglio di Sicurezza si riunisce: il solito copione

Parallelamente all’avanzata militare, prosegue quella che si può definire senza eufemismi una campagna contro il patrimonio culturale libanese. L’UNESCO ha segnalato danni alla Cittadella di Chama e all’area di Tiro, entrambe classificate come siti di rilevanza culturale protetta — la prima provvisoriamente iscritta nella Lista di protezione rafforzata per la salvaguardia dei beni in caso di conflitto armato, la seconda riconosciuta come patrimonio culturale da tutelare. L’agenzia ONU ha condannato gli attacchi, con la fermezza che l’UNESCO riserva alle situazioni in cui non dispone di alcuno strumento coercitivo. I siti continuano a subire danni. Gli attacchi continuano.

Il presidente francese Macron ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite — da tenersi oggi pomeriggio — in risposta all’escalation israeliana. È la risposta che ci si aspetta dalla diplomazia europea quando non intende o non può fare nulla di concreto: riunire i rappresentanti permanenti in una sala, far circolare bozze di dichiarazioni che verranno vetonate dagli Stati Uniti, e rimandare tutti a casa con un comunicato. Il Consiglio di Sicurezza ha già discusso l’invasione israeliana del Libano in numerose occasioni negli ultimi mesi. Il Libano meridionale è ora sotto occupazione israeliana fino a sessanta chilometri da Beirut.

Sullo sfondo, il dossier iraniano si intreccia con quello libanese in modo sempre meno separabile. Trump ha inviato a Teheran una proposta aggiornata per sbloccare i negoziati, affermando che le due delegazioni sarebbero sempre più vicine a un accordo — valutazione che le autorità iraniane confermano solo in parte, senza rilasciare commenti sulle dichiarazioni del presidente americano. Nel frattempo, l’esercito statunitense ha condotto attacchi su siti radar e postazioni di droni iraniani nella città di Goruk e sull’isola di Qeshm, mentre il Kuwait ha dichiarato di essere stato colpito da un attacco con droni. La logica è quella della guerra condotta su più tavoli simultaneamente: si bombarda e si negozia, si avanza e si parla di pace, si distrugge patrimonio culturale e si convocano riunioni all’ONU.

Netanyahu ha definito Beaufort «una tappa fondamentale, un cambiamento radicale nella politica». Israele opera, ha ricordato, su tre fronti contemporanei: Libano, Siria e Palestina, con l’obiettivo dichiarato di espandere le aree sotto controllo israeliano. Non è una guerra difensiva, non è un’operazione di risposta, non è un’azione di contenimento: è un ridisegno territoriale condotto con le bombe e comunicato attraverso i social media del premier, con la bandiera della Brigata Golani issata su una fortezza medievale come scenografia della nuova mappa.

Il diritto internazionale prevede norme precise sull’occupazione militare, sulla protezione dei civili e sulla tutela del patrimonio culturale in tempo di guerra. Sono le stesse norme che vengono citate nelle riunioni del Consiglio di Sicurezza, nei comunicati dell’UNESCO e nelle dichiarazioni di Macron. Poi la riunione finisce, il comunicato viene archiviato e i raid continuano.

 

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli