Torna SadAbe con le sue “Bugie private”: non aprite quel cassetto!

Trasparenze e ambiguità, regole inviolabili o limiti valicabili, promesse, sentimenti viscerali e trasgressione: torna SadAbe, l’alter ego letterario di Elena Bibolotti, con le sue “Bugie private“.

Bugie private: non aprite quel cassetto!

di Umberto Rossi

Dicono nei Balcani, pare, che il diavolo è nei dettagli. In letteratura nei dettagli ci può essere il principe delle tenebre ma anche lo spirito santo, che secondo Milton era il vero ispiratore dei poeti, dei romanzieri, e compagnia cantante (essendo Milton un po’ fondamentalista, gli ripugnava l’idea di farsi ispirare dalle muse pagane, preferiva la bianca colomba).

Insomma, i dettagli in un romanzo o in un racconto non sono di secondaria importanza. Spesso sono la sostanza stessa. Prendete questo paragrafo che prendo da un racconto italiano contemporaneo:

“Anche suo nipote che ha soltanto sei anni si comporta così, quando la madre gli fa il bagno e strilla tanto che lei lo sente dall’altra parte della casa, una casa immensa, un paese nel paese, una quadrifamiliare fuori dal centro storico costruita da suo nonno per i figli e per i nipoti e per i figli dei nipoti.”

Dio mio, mi sono detto leggendo. Ma quante casone ho visto, in quante casone sono stato, come questa? Di solito brutte come il peccato, prodotto del solito geometra, costruite possibilmente abusivamente su qualche terreno dove un tempo si coltivava qualcosa… Tirata su in fretta e furia, per evitare il blocco dei lavori, finita a puntate, magari sul tetto i tondini di ferro spuntano perché non si sa mai, magari aggiungiamo un piano per i figli dei figli dei nipoti. Poi ovviamente finisce che le giovani generazioni col cavolo che vogliono abitare coi genitori alla porta accanto che rompono le scatole, e finisce che tutto il casone viene venduto, a pezzi o tutto insieme, a estranei coi quali si finirà prima o poi in causa.

Sto divagando? Ma no, sto estrapolando. A partire dal dettaglio azzeccatissimo di questo racconto, intitolato “Angelina”, scritto dalla misteriosa (si fa per dire) Sadabe, ho visto tutto un mondo provinciale, una storia, un ambiente. Quello dei casoni che ingombrano tanti paesetti e paesoni italiani, dal Brennero a Pantelleria. Rende benissimo l’idea di cos’è la provincia di questo porco paese, che qualche soldino l’ha fatto, ma se lo è speso sempre con l’affanno della fame che ci portiamo dentro volenti o nolenti, e che appena dicono “guerra” in televisione ci fa correre al supermercato a fare scorte. La fame, la fame…

E dire che i personaggi del racconto mica sanno davvero cos’è la fame, e se la spassano con un gioco erotico ferroviario: fingere di essere due perfetti sconosciuti, prendere il treno senza neanche guardarsi e… eh, no, mica ve lo posso dire, rovinerei tutto il divertimento dei lettori. Basti sapere che la vita erotica di questi due sposi è perfettamente allineata con la loro dimora, il casone multigenerazionale paesano.

Ecco, i racconti di questa raccolta, Bugie private, abbondano di questi tocchi, di questi scorci, che li rendono terribilmente concreti. Per quanto strampalate siano le abitudini sessuali dei personaggi di Sadabe, e in certi racconti sono davvero curiose, questa gente è assolutamente vera. Sono quelli che incontri per strada, dal dottore, al supermercato, o peggio, nei centri commerciali…

“Più che una famiglia, i quattro sono una banda. Una banda di risparmiatori patologici, di cacciatori di offerte speciali, di 3×2. […] Edo e Mattia fanno da navigatori occupandosi di ordinare i volantini degli ipermercati seguendo le mappe di Google, così da ottimizzare tempo e benzina. Di solito quando il carico della spesa non è pesante, Tonino resta in auto per risparmiare il tempo del parcheggio. Nel frattempo segue corsi motivazionali per piccoli imprenditori.”

Me li vedo, padre madre e figli. Me li vedo a Porta di Roma, a Panorama, a Euroma 2, alla Bufalotta (che sarebbe l’equivalente romano di Mordor). Ma potrebbero anche essere milanesi, napoletani, torinesi, baresi. Cosa cambia? Sono quelli che la domenica fanno turismo nei centri commerciali, sono loro. Poi magari non tutti i dannati dell’offerta speciale e del sottocosto vengono travolti da un ritorno di fiamma erotico come Tonino e sua moglie, protagonisti di “Segreti”, però questi sono personaggi veri. E pure se il loro momento di passione sembra una fantasia erotica, tutto quel che li circonda li fa diventare sorprendentemente materiali, solidi, tangibili. Questo mi colpisce in Sadabe. Non sai mai se il sesso è un pretesto per farti vedere la vita degli altri, o la vita dei suoi personaggi è un pretesto per farti entrare nelle loro fissazioni erotiche. Nel dubbio, continui a leggere, racconto dopo racconto. Ognuno si faccia un’idea per conto suo, prego.

E altri personaggi ti restano impressi, come la moglie di Stefano, protagonista di “Dedizione”. Sadabe in poche pagine ci ricapitola tutta la loro storia (non si ferma mai all’attimo presente, lei, riesce sempre a farteli vedere nel tempo), e ci rivela che al loro primo incontro Stefano l’aveva presa per una straniera. Poi lei parla, ed è una sorpresa.

“Era romanissima. Forse una qualunquista di sinistra, ipotizzò, ma anche una giovane donna impegnata sul serio, intelligente, figlia di famiglia colta, idealista, politicizzata, tutta gente abietta per Stefano, che pur di far quattrini si era sempre adattato a qualsiasi colore politico.”

Ecco, appunto. La giovane donna impegnata sul serio, intelligente e di sinistra si cercherà comunque il marito che ha un bel conto in banca, accumulato meglio non sapere come. Perché alla fine questa è la cosiddetta sinistra di oggi, quella di Roma Nord, quella dei Parioli, quella che ha tutto garantito. Quella che si identifica nel PD, ovviamente. Ma mettiamo da parte la politica: sia come sia donne come Sandra (così si chiama la giovane donna impegnata) esistono, le hai conosciute, e non ti stupisci neanche tanto che per accontentare il marito si prestino a far sesso per procura. Come per i due provinciali di “Angelina”, come per la famigliola di “Segreti”, la coppia super-benestante di “Dedizione” è vera, è così, la conosci, e anche la loro residenza è perfettamente in tono: “un villino nel cuore dei Parioli dove, dopo un lungo vagare per il mondo e in attesa della sempre più prossima morte, Stefano ha messo radici”. Giusto, giustissimo, è lì che puoi trovare Sandra e Stefano. Lì.

Il discorso vale per tutti gli altri racconti di questa raccolta. Ovviamente il titolo suggerisce un fil rouge che li lega tutti: questi personaggi hanno qualcosa da nascondere, specie ai loro partner, o ai loro parenti, o agli amici. Qualche volta il segreto esce fuori, qualche volta no, però c’è sempre, perché, come afferma la protagonista di “Stanze inviolabili”, l’ultima storia di Bugie private, “[…] è giusto avere segreti. È sano e vitale trasgredire. Ma per farlo bisogna che si possieda una stanza tutta per sé, dove nessuno possa entrare e mettersi a frugare nei cassetti che custodiscono segreti passati e presenti”. Ecco, la morale, diciamo, è che la trasgressione finalizzata all’esibizione perde qualcosa; non si devono tirar fuori certe cose dal “cassetto che nessuno deve aprire”. Altrimenti finisce tutto, e la trasgressione diventa semplicemente spettacolino, magari da talk show, da social, con aspettative di diventarci famosi anche solo per i celebri quindici minuti predetti da Andy Warhol.

Bugie private. Storie vere con del sesso attorno – 188 pagine, euro 15,59. In esclusiva su Amazon Kindle e libri

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