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martedì 17 Maggio 2022
AgoràVaccinati e No vax: tutta colpa delle figurine

Vaccinati e No vax: tutta colpa delle figurine

La scienza medica al tempo del Covid-19 è solo questo: un compromesso, come nello scambio di figurine. Solo che al posto dei calciatori ora abbiamo vaccinati e No vax.

Le figurine di vaccinati e Novax

È tutta colpa delle figurine. Alla fine mi sono fatto questa idea: le figurine, meglio la loro mancanza, sono il principale responsabile della confusione che ci attanaglia.

Quando andavo all’oratorio si passavano ore nello scambio delle figurine con impressi i giocatori delle squadre di calcio di serie A.

Le più difficili da trovare erano Cuccureddu, un difensore della Juventus che ricordava un po’ le foto dei latitanti, e Pizzaballa, portiere di Milan e Atalanta che al contrario ricordava quelle dei poliziotti.

Due nomi certamente non comuni e buffi, che ne alimentavano il mito negli scambi: “Hai mica Pizzaballa? Ti do Riva, Facchetti e Burgnich per Pizzaballa.

Chi faceva la proposta aveva compreso, forse inconsciamente, i principi della statistica, che tanto utili sarebbero adesso. Ad esempio: l’obiezione per cui anche i vaccinati sono vettori di contagio. È verissimo, ormai è di pubblico dominio da mesi, l’ha riconosciuto pure Anthony Fauci. Ma chiunque si sia cimentato in questa postrema forma occidentale di baratto, avrebbe gli strumenti per ricavare che la figurina di un vaccinato non vale quella di un no vax.

Nel secondo caso, infatti, il rischio di essere contagiati è motle volte superiore volte superiore, e dunque nello stesso rapporto anche quello di contagiare. E così per tutto quanto. I vaccini hanno effetti collaterali, sì, certo, ma in che proporzione (sia quantitativa che qualitativa) rispetto al rischio di ammalarsi e magari morire? Ed è ancora statistica, baratto, figurine.

La scienza medica al tempo del Covid-19 è solo questo: un compromesso, non nascondiamoci dietro il dito dell’utopia positivista.

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Tra cinquant’anni, probabilmente anche prima, trenta, forse perfino venti, i rimedi attualmente approntati ci faranno sorridere, superati da terapie più sicure ed efficaci. Ma noi siamo vivi adesso, tra venti o trent’anni chissà…

Per restarlo, vivi e possibilmente in buona salute, conviene allora mediare, magari non avremo Pizzaballa ma ci assicureremo Cuccureddu; ci costerà qualcosa (dovremo ad esempio cedere Mazzola e Chinaglia, che abbiamo doppi) ma va bene così.

Il baratto delle figurine non è però più praticato, e l’idea che sta passando in larghi strati della popolazione, anche colta, corrisponde alla metafora della botte piena e la moglie ubriaca; o se si preferisce Pizzaballa in porta e Cuccureddu in difesa, economia fiorente e assenza di tutele, salute e libertà, tutto e subito.

Li si vuole entrambi. Senza cedere nulla. Cosa che a un bambino degli anni settanta sarebbe apparso un’assurdità.

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Guido Hauser
Guido Hauser
Giornalista e scrittore

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