Uranio impoverito, oggi su Rieducational Channel

L’opinione pubblica sui temi più divisivi viene spesso presentata come uno scontro tra colti/intelligenti/ben documentati e stupidi/ignoranti/complottisti. La triste realtà è invece che l’atteggiamento complottista regna sovrano su entrambi i campi. Per esempio sull’uranio impoverito…

Uranio impoverito o dagli opposti estremismi agli opposti complottismi

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un post FB di Francesca Melandri (scrittrice, sceneggiatrice, documentarista, ultimamente molto attiva sul tema della guerra in Ucraina) che è un piccolo capolavoro di “complottismo antiputiniano“.

Il post tratta della “pretestuosa e assurda polemica sull’uranio impoverito che impazza sui media italiani”. Al proposito Melandri invita a seguire un semisconosciuto personaggio-oracolo (che “a differenza della maggioranza degli pseudo opinionisti da talk show” è “chiarissimo e competente“) secondo il quale i russi impiegano fin dall’inizio del conflitto munizioni contenenti uranio.

Su questa base Melandri costruisce un discorso tipicamente complottista, con tanto di “media che noncielodikono”: “Media che non hanno detto assolutamente nulla, da un anno, sul fatto che è dall’inizio del conflitto che i russi usano l’uranio impoverito, e in misura ben più rilevante – nemmeno una parola, nemmeno adesso.
Chiedetevi perché.” (Notate il rientro a capo per sottolineare la drammatica domanda, à la Lorenzo Tosa).

Uranio impoverito, oggi su Rieducational Channel

Diligentemente mi sono chiesto “perchè?”, e francamente non ho trovato risposte immediate. Anzi, mi sembrava parecchio strano: in Italia ci sono media che accusano i russi di ogni crimine possibile e immaginabile, addirittura sostenendo l’ipotesi che si siano fatti esplodere il gasdotto Nord Stream da soli. Come è possibile che anche questi giornali si siano lasciati sfuggire un’occasione tanto ghiotta?

Ho quindi cercato conferme in rete su vari siti di informazione in lingua inglese, ma dopo un paio d’ore a frugare in giro non ho trovato neanche mezza riga su questo “rilevante” uso di uranio impoverito da parte dei russi. Anzi: in un articolo della BBC di tre giorni fa si afferma che sì, l’esercito russo ha nei suoi arsenali munizioni a uranio impoverito, ma che “it is not known if it has used them in Ukraine” (ovvero, non si sa se le ha usate in Ucraina).

Chiedo quindi a Melandri se abbia una fonte per la sua affermazione, citando l’articolo della BBC. Lei mi risponde prontamente citando un articolo della TASS di cinque anni fa in cui si annuncia che un tipo di carro russo ha la “capacità” di usare munizioni ad uranio impoverito, e notando che tale carro viene usato in Ucraina.

La risposta è ovviamente un classico non sequitur: avere disponibilità di un’arma non implica averla usata, tantomeno “sin dall’inizio del conflitto” e addirittura in “misura ben più rilevante”.

Le rispondo quindi in tal senso, invitandola nuovamente a reperire una fonte che confermi le affermazioni del suo “oracolo”. Non so se la stia ancora cercando, fatto sta che non ho più ricevuto risposta.

A scanso di equivoci: il punto che mi interessa non è certo il fatto se la Russia abbia o meno usato uranio impoverito. Sul tema della guerra, la mia aspirazione rimane sempre quella di capire “quale strada mi risparmia dalla scelta infame di votarmi all’assassino migliore”.

Quello che mi interessa è invece la disinvoltura con cui persone colte, socialmente inserite e ritenute autorevoli non solo diffondono urbi et orbi notizie che non hanno assolutamente verificato a modo, ma ci costruiscono su ardite teorie del complotto su cui basare giudizi omnicomprensivi.

Secondo la sconfortata Melandri, infatti, dato che il suo oracolo le ha detto che i russi usano l’uranio da sempre, allora chiunque abbia espresso preoccupazione per l’intento dell’UK di inviare tali munizioni all’Ucraina è nientemeno che un “utile idiota della disinformazione russa”. Trovate voi le differenze formali con i complottisti, perchè io faccio fatica a distinguerle.

Ovviamente tutti possono sbagliare: a chi non è capitato di basare i propri giudizi su notizie che si sono dimostrate non verificate? Però, quando scopri di non avere una fonte che confermi quella notizia, l’onestà intellettuale imporrebbe di ritornare sull’argomento e rivedere le proprie posizioni, per rispetto verso i propri lettori; invece nulla di tutto questo è avvenuto: la vibrante denuncia di Melandri è ancora lì, in bella mostra sulla sua bacheca, senza neanche l’aggiunta di un piccolo caveat per avvisare che la notiziona dell’uso di uranio da parte dei russi avrebbe bisogno di conferme.

D’altra parte, in questo Melandri è coerente perchè lei stessa ha apertamente rivendicato l’importanza di non sollevare troppi dubbi in un suo articolo di maggio 2022.

Nell’articolo Melandri esordisce con il solito pippone (un vero must tra i semicolti di sinistra) che individua nell’ignoranza degli italiani la causa primaria della vulnerabilità italiana alla disinformazione “Buona parte del pubblico italiano ignora del tutto l’inglese e quindi è tagliato fuori dal giornalismo d’inchiesta maturo che si pratica sulle grandi testate straniere e disponibile online. Un pubblico poco alfabetizzato al digitale, non attrezzato a distinguere i siti online attendibili da quelli creati ad arte per diffondere disinformazione, e che quindi sui social spesso contribuisce a rilanciare precisi contenuti diffusi dalla propaganda di regime – il regime russo – senza nemmeno rendersene conto, anzi, pensando di fare audace controinformazione.”

Il che, dovrete ammetterlo, è piuttosto divertente se letto alla luce del suo audace post “controinformativo” basato sull’oracolo semisconosciuto.

Ma non solo: Melandri si scaglia direttamente contro chi dubita e chi si interroga. ” L’obiettivo della macchina della disinformazione russa è convincere il pubblico che occorra sempre “coltivare il dubbio”, ad oltranza, senza alcuna speranza di mai arrivare a una reale conoscenza della realtà.”

Insomma, la teoria è chiara: l’Italia è piagata da una maggioranza di ignoranti che si bevono la qualsiasi, e che sarebbe opportuno tenere al riparo dalla complessità del reale perchè non sono in grado di gestirla e finiscono per abboccare alla disinformazione.
Però va detto che gli ignoranti hanno delle scuse: non sanno l’inglese, sono tagliati fuori dal “giornalismo di inchiesta maturo” etc. etc.

Viene quindi da chiedersi, cara Melandri e cari tuoi follower: la vostra scusa qual è?

Link all’articolo BBC
Link all’articolo di Melandri

 

 

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Alessandro Ferretti
Alessandro Ferretti
Researcher presso Università degli Studi di Torino. Associate presso CERN

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