Che il premier di una nazione celebri un atleta che ha compiuto una grande impresa sportiva è normale. Che lo stesso premier dimentichi, al suo primo incarico, di ricordare l’anniversario della strage di Bologna, il più grave attentato terroristico nella storia italiana, è molto meno normale.
Draghi tace sulla strage di Bologna
Nel nostro quotidiano tutto accadde in una certa maniera, ogni cosa ha un modo in cui si manifesta; modo di fare, di procedere, di comportarsi ecc.
Questa che è normale pratica e osservazione delle nostre dinamiche, in realtà è diventata una sorta di occhiali per guardare il mondo. Anzi, degli occhiali con cui ci viene mostrato e raccontato il mondo. Ma è un filtro spurio che devia l’attenzione dal fatto al modo.
E Mario Draghi? Di lui in questi mesi si è cantata la lode del silenzio: supermario parla poco, pochissimo. E non ha account social. Però quando parla vengono giù i giornali: ha messo a posto Erdogan! (mentre contemporaneamente ammetteva ch col dittatore bisogna far affari per convenienza); ha zittito Salvini sui vaccini! (ma lo sopporta sui migranti); ha ridato dignità alle vittime dei pestaggi nel carcre di Santa Maria Capua Vetere! (difficile far peggio di Bonafede, coi filmati ormai pubblici.)
Per il resto poche chiacchiere, con qualche concessione. Per esempio quella di ieri, quando Super Mario, come un Berlusconi qualsiasi, si è precipitato a telefonare Marcell Jacobs per cavalcare l’onda emotiva della fantastica medaglia d’oro nei centro metri olimpici.

Oggi invece, a quel che risulta, e siamo quasi a fine giornata, non risulta che Draghi abbia inviato un messaggio per i famigliari delle vittime del 2 agosto, in occasione del 41esimo anniversario della strage di Bologna.
Lo sport è il mezzo della retorica dell’eccellenza allo stato puro, instrumentum regni. Porta consenso. Tutto il resto più generare incidenti di percorso. Per esempio pronunciare la parola fascista, strage fascista, in un contesto ufficiale, pare non sia mai una cosa che fila liscia in questo paese, quindi spesso si preferisce tacere.
(Ma magari verremo smentiti nei prossimi minuti. Magari…)

Leggi anche
- Gianni Minà: Vi spiego com’è nato il falso hashtag SOS Cuba
- Altro esercizio di macelleria sociale alla Timken di Brescia
- 30 anni fa l’arresto di Paul Reubens: in ricordo dei cinema a luci rosse
- Da Nino Manfredi a Massimo Adriatici: il giocattolo
- Nicaragua: la Rivoluzione Sandinista resiste da 42 anni
- I deliri in senato contro il Ddl Zan non sono da nazione evoluta
- Lula sarcastico: ‘A Cuba nessun manifestante soffocato col ginocchio sul collo’
- Italia-Inghilterra 4-3 (dcr), i calci di rigore












