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mercoledì, Luglio 6, 2022

In ricordo della strage di Bologna, 2 agosto 1980 (Audio originali)

Il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna 23 chili di esplosivo fecero 85 morti e oltre 200 feriti. Il più grave attentato terroristico italiano.

2 agosto 1980: la strage di Bologna

Il 2 agosto 1980, alle 10.25, nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna Centrale, esplode un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. È uno degli atti terroristici più gravi del secondo dopoguerra.

L’esplosione, che si sente nel raggio di molti chilometri, causa il crollo di un’ala intera della stazione, investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante. Si giunge a una sentenza definitiva di Cassazione solo il 23 novembre 1995 ma dopo 40 anni i processi sono ancora in corso per arrivare all’ultimo “pezzo di verità”.

Ci sono i “mandanti, organizzatori e finanziatori”: da Licio Gelli, l’ex maestro venerabile della P2, al suo braccio destro Umberto Ortolani, passando per l’ex potente prefetto a capo dell’ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, Federico Umberto D’Amato, fino al direttore del Borghese, Mario Tedeschi.

C’è poi il “quinto uomo della strage”, Paolo Bellini di Avanguardia Nazionale, che avrebbe agito “in concorso” con gli ex Nar già condannati per la carneficina: Francesca Mambro, Giusva Fioravanti (ergastolo), Luigi Ciavardini (30 anni, tutti e tre definitivi) e Gilberto Cavallini (ergastolo, primo grado).

In ricordo della strage di Bologna, 2 agosto 1980 (Audio originali)
AFP PHOTO (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)

Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emette nuove condanne per depistaggio. I mandanti della strage non sono mai stati identificati. È in corso il processo contro l’ex terrorista dei NAR Gilberto Cavallini, condannato in primo grado a gennaio 2020 per concorso nella strage di Bologna. Nuovi scenari potrebbero aprirsi.

Strage di Bologna, 2 agosto 1980 (Audio originali)

 

 

Il messaggio di Mattarella – Bologna, 2 agosto 2021

“Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti.” Lo afferma il capo dello Stato sergio Mattarella in una nota.

“I bolognesi e gli italiani  -seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani.”

L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà.”

“La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinché il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile, conquistati con la lotta di Liberazione”, conclude.

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