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Lavoro precario, controllo continuo, ambienti tossici: la vita quotidiana è una corsa disciplinata. In alto, élite politiche incoerenti e scollegate dalla realtà. Il risultato è un sistema che chiede rigore ai cittadini mentre normalizza il caos al vertice.
Schiavi perfetti
– Gabriele Busti
Tutte le mattine, nell’Occidente della democrazia e della libertà, milioni di cittadini ubbidienti si svegliano nella contezza di dover essere impeccabili per non venire infilzati nella tonnara competitiva di un ambiente ormai aziendalizzato in ogni minimo ganglio e in guerra permanente.
Sanno che ogni loro azione dovrà essere validata dentro rigidi dispositivi di controllo, dovranno barcamenarsi all’interno di labirinti burocratici caratterizzati da un dogmatismo implacabile in cui quotidianamente rischieranno, letteralmente per un’inezia, un posto di lavoro ottenuto a prezzo di selezioni durissime e di umilianti gavette, latore di un salario che garantisce a stento la sopravvivenza. E insieme ad esso, perderanno il proprio fragile equilibrio economico e relazionale.
Ambienti tossici e ipergerarchizzati anche quando a riparo dai tagli: cattiverie, maldicenze, invidie, meschinità, mobbing, piccole crudeltà quotidiane legittimate e indirizzate dall’alto, da cui mettersi continuamente a riparo.
A sera, sfiniti tornano a casa, accendono la televisione e si trovano davanti questo spettacolo nauseante in cui i vertici apicali assoluti del loro mondo – padreterni legittimati a mezzo di ridicoli plebisciti, commander in chief responsabili di miliardi di vite – si ritraggono farfuglianti, sconnessi, psicotici, biascicanti, nelle pose più sconce. Un serraglio di megalomani afflitti da demenza senile e palesemente finiti oltre ogni principio di realtà, di assassini a tradimento, mentitori, razzisti, suprematisti, affamatori, di demoni in dissidio tra deliri millenaristici e abominevoli parafilie, di imbecilli esaltati, di cocainomani disturbati in corsa disperata verso il disastro.
Energumeni osannati da codazzi di figuranti sempre in tiro, selezionati in virtù della bella presenza, ignoranti come capre ma edotti nell’arte della mistificazione, protervi a riderti in faccia mentre spergiurano sulla morte per assideramento di Gesù Cristo, fissi a crearti una realtà che non esiste, a negare il palese e a giustificare l’assurdo, ad additare nemici, a disegnare il perimetro delle tue opinioni pensabili.
Ultimi coriferi di civiltà e di tradizioni millenarie, politiche, giuridiche, diplomatiche, filosofiche, teologiche, inestimabili miniere di pensiero che sembrano essersi cancellate dall’oggi al domani con un tratto di penna.

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