www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
La geopolitica raccontata al contrario, ovvero: come sospendere Schengen con un Paese che non confina, mandare soldati in guerra senza dirlo, e scoprire che il re del Marocco legge i tweet di Sánchez.
Ceuta, Schengen e missili. Capitolo I: l’isteria di Schengen
È successo di nuovo: migliaia di persone hanno stanno attraversando le frontiere attraverso Ceuta, enclave spagnola in Africa, e il governo italiano ha reagito con la prontezza e la lucidità di un elefante in un negozio di cristalli. Sospensione di Schengen! Convocazione dell’ambasciatore! Tajani che minaccia la Spagna come se Madrid avesse appena invaso la Sicilia!
Peccato che l’Italia e la Spagna non confinino. Peccato che Ceuta sia in Africa. Peccato che sospendere Schengen con Madrid significhi controllare qualche aereo e qualche traghetto, mentre a Ventimiglia la Francia, per il G7, ha già messo i carabinieri a fare la fila indiana da mesi. Ma i dettagli, in politica, sono per i tecnici. I politici fanno l’emoticon arrabbiato.
Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha convocato l’ambasciatore italiano, definendo le parole di Tajani “indegne” e “demagogia partitica”. Solidarietà europea, quella che si chiede quando i barconi approdano a Lampedusa, ma che si dimentica quando il problema è a Ceuta. Strano: se Lampedusa è un confine europeo, Ceuta, formalmente, lo è altrettanto. Ma la solidarietà, si sa, ha il gps rotto.
Capitolo II: i soldati in Arabia che “non sono in guerra”.
E mentre il governo italiano sventola la bandiera della difesa dei confini europei contro i migranti che nuotano in Africa, c’è un altro confine, quello sì, lontano, dove i soldati italiani sono già da marzo. Almeno 700, schierati in Arabia Saudita e negli Emirati con SAMP/T, cannoni antidrone e Eurofighter. Il compito? “Fare scudo contro gli attacchi iraniani”.
Il governo dice: “Non partecipiamo alla guerra USA-Israele contro l’Iran”. E ha ragione, in un certo senso. I nostri militari non bombardano Teheran. Semplicemente, quando un missile iraniano vola verso Riyad, i nostri operatori, quelli che hanno studiato mesi per usare il SAMP/T, che non è un tostapane, prendono il bersaglio, inseriscono i parametri, premono il pulsante e puf , il missile iraniano esplode, almeno si spera. Difesa, non guerra. Tecnica, non politica. Come dire che il pugile che para il colpo e contrae il montante non sta combattendo, sta solo “intercettando energia cinetica”.
Il bello è che il Parlamento, in teoria, lo sapeva. Crosetto ha detto alla Camera che 239 militari da Kuwait e 7 da Qatar sarebbero stati “spostati” in Arabia Saudita. Spostati, evacuati, riposizionati. Eufemismi da Risiko. Il PD ha presentato interrogazioni: l’ultima delibera sulle missioni non prevede Arabia Saudita. Ma il governo ha risposto che tutto è a posto, nascosto in un “oscuro passaggio del decreto missioni”. La democrazia, si sa, ama l’oscurità.
Capitolo III: il Re, il tweet e il rubinetto.
Ma veniamo al bello. Perché a Ceuta è successo qualcosa di più di una semplice crisi migratoria. Sánchez, il premier spagnolo, è l’unico leader europeo che ha avuto il coraggio di criticare apertamente Israele. Ha parlato di genocidio a Gaza, ha riconosciuto la Palestina, ha condannato gli attacchi USA-Israele all’Iran. In Europa, è rimasto solo. Gli altri hanno fatto scena muta. Mica stiamo parlando della Russia.
Ecco il Marocco. Il re Mohammed VI, che ha normalizzato le relazioni con Israele nel 2020 (grazie Trump, grazie Sahara), che oggi, secondo voci, sta perfino negoziando l’invio di truppe marocchine a Gaza. Il Marocco, che nel 2021, quando Madrid ha ospitato il leader del Polisario Brahim Ghali in ospedale, ha “allentato i controlli” a Ceuta. In due giorni, 6.000 persone sono entrate. Rubinetto aperto, rubinetto chiuso. La geopolitica del XXI secolo si fa con i migranti, non con i carri armati.
Non esistono, per ora, prove che Israele abbia telefonato a Rabat dicendo “Fai uno scherzo a Sánchez”. Ma il meccanismo è perfetto: il Marocco ha un conto in sospeso con la Spagna (Sahara, Ghali, Polisario), ha lo strumento (i confini di Ceuta), ha l’alleato (Israele), e ha il motivo (Sánchez che rompe le scatole a Netanyahu e agli americani). Coincidenze? Onestamente un po’ troppe.
E mentre Sánchez viene messo in difficoltà da migliaia di persone che nuotano verso Ceuta, l’Italia, invece di fare il Paese solidale che chiede aiuto quando tocca a Lampedusa, sospende Schengen, convoca ambasciatori e fa la voce grossa. Come se la crisi fosse a Ventimiglia, e non a 2.000 chilometri di mare.
Epilogo: la coerenza, quella sconosciuta.
Così abbiamo il quadro completo: soldati italiani che sparano missili contro missili iraniani ma “non sono in guerra”, un governo che sospende Schengen con un Paese che non confina per una crisi che avviene in Africa, e un re del Marocco che, forse, magari, chissà, apre il rubinetto dei migranti per mettere in difficoltà l’unico leader europeo filo-palestinese.
La coerenza, in tutto questo, è un optional. Come il senso dell’orientamento geografico. O il rispetto del Parlamento. Ma almeno, una cosa è certa: se a governare la Spagna ci fosse stato Vox, a Ceuta sarebbe stato tutto silenzio. E i migranti, probabilmente, sarebbero stati invitati a colazione. Fine. O forse no. Dipende da cosa twitta Sánchez stasera.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Fermi ad Hormuz, Trump e la guerra che l’America non riesce più a vincere
- Gaza distrutta, ma l’Europa continua a fare affari con Israele
- Campo largo o campo santo? Il centrosinistra continua a scambiare i sondaggi per un progetto
- Era meglio quando c’erano gli Squallor
E ti consigliamo
- Gli analfoliberali
- Malagrazia, viaggio tra streghe e inquisizione
- Un’abitudine inesauribile, scrivere di cinema
- Oltre il confine. Riflessioni dal crepuscolo dell’Occidente
- Pancia di balena
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult













