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Da quando Craxi parlava alla Camera dei deputati della legittimità della lotta armata palestinese, alla bandiera con la Stella di Davide proiettata su Palazzo Chigi da Giorgia Meloni. Il segno dei tempi.
Quando Craxi…e altre mirabilie
Con il Medio Oriente in fiamme, con lo scoppio della guerra totale tra Israele e i palestinesi guidati da Hamas, davanti a una immane tragedia, in quindici mesi, abbiamo visto di tutto: giornalisti noti negare gli eccidi a Gaza, esponenti politici accusare di antisemitismo chiunque provasse a dire qualcosa contro Tel Aviv, fino all’accendersi delle luci su Palazzo Chigi e illuminarlo con i colori della Stella di Davide, la bandiera nazionale israeliana. Giorgia Meloni nell’Ottobre del 2023, agli albori della nuova crisi nella Striscia, volle immediatamente rimarcare, se mai ce ne fosse stato bisogno (avevate qualche dubbio?) da che parte sta l’Italia. Tutta l’Italia della politica, delle TV, dei giornali, degli influencer liberal sui social Nemmeno per il 25 Aprile c’è tanta unità e concordia.
Se fino a poco tempo fa le forze rivali tentavano almeno di fingere una differenza tra loro sulle questioni principali, oggi c’è un salto di qualità e si identificano apertamente con la stessa linea politica su tutte le questioni principali.
Su cosa sentano il bisogno di solidarizzare è inutile chiederselo. Vogliono solo dirci che la storia non esiste, se non come memoria dei vincitori, dei più forti, e che occorre star sotto quell’ombrello per star quieti, anche correndo il rischio di star con gli oppressori. Si chiama real politik e per farla digerire basta mandare i soliti mantra attraverso i telegiornali.
Eppure non è stato sempre così. C’è stato un tempo in cui, seppur con tante ombre, si provava a distinguere gli oppressi dagli oppressori.

Craxi: “Considero legittima la lotta armata dei palestinesi”
Correva l’anno 1985, era il 6 giugno, quando il presidente del Consiglio in carica, il socialista Bettino Craxi, dopo la famigerata ‘crisi di Sigonella’, parlò alla Camera dei Deputati dei rapporti dell’Italia con i paesi arabi e della questione palestinese.
Le parole di Craxi oggi suonerebbero come quelle di un alieno:
“Ebbene se la questione nazionale palestinese esiste, anche l’azione dell’Olp deve essere valutata con un certo metro, che è il metro della storia. Vedete, io contesto all’Olp l’uso della lotta armata non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L’esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa”.
Craxi alla Camera: “Considero legittima la lotta armata dei palestinesi”
In un passaggio Craxi fa un parallelo con “il padre della patria”, Giuseppe Mazzini, ricordando come la lotta armata sia stata utilizzata anche dai patrioti italiani che volevano liberare il paese dall’occupazione straniera:
“Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassinii politici. Questa è la verità della storia; e contestare a un movimento che voglia liberare il proprio Paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro le leggi della storia. Si contesta quello che non è contestato dalla Carta dei principi dell’Onu: che un movimento nazionale che difenda una causa nazionale possa ricorrere alla lotta armata”.
Il solo parlare di “occupazione straniera” riferendosi ai territori occupati, oggi costerebbe la carriera politica ai nostri appresentanti e una crisi diplomatica con Israele. Il resto è in quella foto del raduno unito al Portico di Ottavia a Roma…

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