L’occidente, quello reale, quello di oggi, non è quello dei greci, del cristianesimo, di Dante, di Kant, ma delle scuole funzionali alla tecnica, dei rapporti umani resi mero consumo.
Di quale occidente parliamo?
Si fa un gran parlare di Occidente in questi mesi dove la guerra in Europa è tornata al centro delle cronache. La verità è che l’occidente, quello reale, quello di oggi, non è quello dei greci, del cristianesimo, di Dante, di Kant, quanto quello del relativismo culturale, come lo chiama Benedetto XVI, o del nichilismo, come preferisco io, che un po’ relativista sono.
E questo occidente odia Putin non tanto e solo per l’aggressione all’Ucraina, perché avrebbe dovuto condannare tante altre aggressioni prima, e neppure per le violazioni allo stato di diritto, visto che è l’occidente di Sacco e Vanzetti come di Abu Ghraib, e, per stare all’Italia, del golpe di Tangentopoli come di Cucchi.
Nemmeno, l’odio, scaturisce dal fatto che Putin sarebbe un dittatore, visto che di dittature sostenute dagli USA in America Latina ce n’è stata più d’una.

C’è uno solo motivo vero alla base dell’odio: agli occhi di questo occidente delle scuole che sono funzionali alla tecnica, dei rapporti tra le persone impoveriti e resi mero consumo, del sesso senza eros, appunto del nichilismo, Putin è il nemico di tutto ciò, un tradizionalista, un reazionario.
E non capisce, questo occidente, che Putin è anche lui un nichilista, solo mascherato, uno che usa la religione e l’identità russa proprio come facevano i neocon americani, quelli che definivano gli islamisti come nazislamici, proprio come lo zar dice di voler denazificare l’Ucraina.

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