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martedì 17 Maggio 2022
AgoràNo alla guerra significa "no alla guerra", senza interpretazioni

No alla guerra significa “no alla guerra”, senza interpretazioni

Il nuovo strano pacifismo di chi va in piazza per la pace chiedendo di aiutare militarmente l’Ucraina e che taccia come servo di Putin chiunque inviti a riflettere. Il no alla guerra non è interpretabile.
Di Giorgio Cremaschi.

No alla guerra significa “no alla guerra”

No alla guerra non vuol dire inviare armi violando la Costituzione come vogliono Draghi e i suoi.
Non vuol dire la piccola, ignobile rappresaglia del sindaco Sala di Milano che ha cacciato dalla Scala il direttore d’orchestra Gergiev, solo perché russo che non vuol essere contro i russi.

Non vuol dire la procedura immediata di adesione alla UE dell’Ucraina chiesta da Zelensky, suggerita e sostenuta da Ursula von der Leyen, che vorrebbe dire in realtà guerra ufficiale tra UE e Russia.

Non vuol dire far di tutto per sabotare i colloqui tra Russia e Ucraina soffiando sul fuoco.
Non vuol dire andare in piazza per la pace chiedendo di far guerra alla Russia.
Non vuol dire distruggeremo la Russia come ha urlato Johnson.

Non vuol dire avanti così oppure terza guerra mondiale, come ha detto Biden. Perché così si arriva proprio alla terza guerra mondiale.

Non vuol dire l’isteria guerrafondaia della stampa italiana che taccia come servo di Putin chiunque inviti a riflettere e a non festeggiare i nostri missili.
Non vuol dire i bombardamenti di Putin e le sanzioni e le armi della NATO.

No alla guerra vuol dire cessare il fuoco subito e poi trattare e trovare un compromesso, sì un compromesso di pace.

No alla guerra vuol dire no alla guerra.


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