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sabato 4 Settembre 2021
AgoràIn Italia siamo ancora fermi al "Mussolini ha fatto anche cose buone"

In Italia siamo ancora fermi al “Mussolini ha fatto anche cose buone”

Non ci crederete ma siamo ancora al Mussolini ha fatto anche cose buone, lo dice pure Bruno Vespa. Perché la tv pubblica e la società in generale da ancora spazio a questa disinformazione?

Mussolini ha fatto anche cose buone. Ancora?!

Come da vent’anni ormai, anno più anno meno, l’uscita di un nuovo libro di Bruno Vespa, decano dello spettacolo televisivo – e non del giornalismo, per sua stessa ammissione quando si parlava di abbassare il suo corposo cachet (Sono un artista, non giornalista. Niente tagli al mio compenso), diviene un’occupazione militare di ogni spazio possibile: ospite ovunque, gara di politici ad apparirgli accanto nelle presentazioni e, ovviamente, polemiche per l’effetto band wagon.

In Italia siamo ancora fermi al "Mussolini ha fatto anche cose buone"

L’emergenza covid ha attenuato la solita ondata ma non abbastanza da non raggiungere le cronache per le prevedibili polemiche sull’argomento. Già, perché scrivendo furbescamente un libro sugli anni del consenso a Benito Mussolini, Vespa sapeva benissimo dell’effetto mediatico che avrebbe raggiunto. Obiettivo centrato.

Ma se è vero che era tutto ampliamente prevedibile, non è scontato che sia anche tollerabile. La domanda che ci poniamo è molto semplice: perché dare ulteriore spazio a Bruno Vespa che parla di Mussolini diffondendo clamorosamente bufale, in un paese come il nostro particolarmente ricettivo – quando gli fa comodo- ad accoglierle come verità ?

Già perché, incredibile ma vero, nell’Italia del 2020 siamo ancora al punto parodistico del  Mussolini ha fatto anche cose buone, basando tutto ciò su una serie di inesattezze storiografiche che continuano a trovare diffusione e consenso.

Il caso più clamoroso è accaduto qualche settimana fa quando Bruno Vespa, ospite alla trasmissione televisiva Agorà per presentare  Perché l’Italia amò Mussolini, dichiarava, testualmente:

“Mussolini ha avuto un consenso enorme, all’estero e anche in Italia, per le sue opere sociali, parliamoci chiaro. Mussolini ha fatto la settimana di quaranta ore: chi lo sa tra gli italiani che la prima settimana di quaranta ore l’ha fatta Mussolini? Non lo sa nessuno. L’INPS l’ha inventato Mussolini: quanti lo sanno? I contratti nazionali, anche quello giornalistico – i giornalisti erano pagati benissimo -, c’erano tutti gli intellettuali antifascisti che stavano a libro paga del regime. Era un sistema complesso.”

 In Italia siamo ancora fermi al "Mussolini ha fatto anche cose buone"

Ovviamente si tratta di una serie di inesattezze che, senza essere degli storici, e Bruno Vespa non lo è, come noi, ma semplicemente facendo una ricerca su internet, e nel suo caso avrebbe modo di attingere anche alle fonti, sarebbero facilmente verificabili. Perché allora da spazio a queste inesattezze? E perché la tv pubblica, i media, la società in generale da spazio a questa che resta in sostanza disinformazione?

Nel caso specifico poi, per l’ennesima volta, ricordiamo che:

  • Il primo contratto nazionale dei metalmeccanici fu firmato 1919, mentre il golpe del Re che portò al potere Mussolini fu nel 1922.
  • L’INPS nacque nel 1898 come “Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai” (Legge 17 luglio 1898, n. 350) e nella forma attuale nel 1919. Nel 1933, sotto il regime, gli venne semplicemente cambiato nome.
  • Le 40 ore settimanali in Italia furono raggiunte dopo l’autunno caldo del 1969. Nel 1923 una legge già voluta da Giolitti a seguito dei contratti nazionali già firmati stabilì orario giornaliero di 8 ore per 6 giorni cioè 48 ore settimanali più gli straordinari.
  • Nel 1925 Mussolini abolì la contrattazione nazionale libera, vietò i sindacati indipendenti e obbligò tutti i lavoratori ad aderire ai sindacati fascisti.
  • Nel 1927 Mussolini stabilì per legge che le donne prendessero il 50% della paga di un uomo.
  • Nel 1929 per sostenere la quotazione della lira ( austerità monetaria) Mussolini decise il taglio dal 15 al 30% delle retribuzioni nominali.

Benigni: “Mussolini ha fatto anche cose buone”

da Tutto Benigni (1995!): satira sulla frase di Berlusconi “Mussolini ha fatto anche cose buone”: ma che deve fare una persona per poterne parlare male?

 

 

 

 

 


Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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