La campagna d’odio dei liberal contro i poveri con il pretesto del “putinismo”

Il putinismo è diventato il pretesto dei ceti benpensanti, che con foga da caccia alle streghe invocano soluzioni militari e irridono le vie diplomatiche, delegittimarlo chi la pensa diversamente, soprattutto nei ceti più popolari, esimendosi da una risposta nel merito degli argomenti che tipicamente non sarebbero in grado di dare.

I liberal contro i poveri con il pretesto del “putinismo”

È difficile capire la foga con cui il ceto benpensante-benestante semi-colto (quelli che si sentono migliori degli altri perchè prendono le loro idee da Repubblica o dal Corriere, per intenderci) si scagliano contro Putin e il ‘putinismo‘ invocando soluzioni militari radicali e irridendo le vie diplomatiche, dimentichi dei rischi di escalation.

A me pare che una spiegazione (ovviamente parziale) stia nel fatto che tale ceto è da tempo in grave crisi esistenziale. È difficile sentirsi a posto con la coscienza quando si è (anche solo relativamente) ricchi in una società con tantissime persone messe ben peggio di noi e quindi i benestanti tirano fuori pacchi di razionalizzazioni che hanno come obiettivo quello di sentirsi meglio.

A pensarci bene, il fatto che il PD abbia accolto in sè tutti i valori della sinistra in tema di libertà e diritti civili, ma abbia gettato nel water la questione della redistribuzione della ricchezza serve non solo a tutelare i grandi ricchi, ma anche a fare da stampella a questo ceto.

È stato mantenuto ciò che può far sentire il benestante una brava persona (antirazzismo, antifascismo, anti-sessismo), ma è stato rimossa la questione economica che l’avrebbe messo in difficoltà.

Per stampellare la crisi esistenziale è inoltre fondamentale delegittimarne la causa, ovvero i poveri stessi. Il senso di colpa latente è un ottimo brodo di coltura per le teorie secondo cui i benestanti meritano la loro ricchezza grazie al loro duro lavoro, mentre i poveri sono tali in quanto fannulloni, imbroglioni, analfabeti funzionali privi di voglia di studiare, cattivi etc.

Dietro le grandi campagne d’odio della sinistra champagne traspare sempre in filigrana la necessità di rimarcare differenze rispetto a chi sta in basso per mostrarsi migliori (e quindi più meritevoli) di loro.

Evidenziare le stupidaggini di Salvini è funzionale a evidenziare la stupidità e cattiveria dei suoi followers (prevalentemente a reddito basso), evidenziare le stupidaggini delle teorie novax serve a derubricare i loro seguaci (anche loro, tipicamente a reddito basso) a massa di deficienti, e ovviamente tutto ciò “dimostra” la superiorità culturale e morale (e quindi, la “meritevolezza”) di chi prende parola per condannarli.

Crociata contro il putinismo

Allo stesso modo, mettere all’indice i crimini di Putin e mostrare la massima intransigenza serve a dimostrare di essere superiori ai “putiniani” ignoranti e cattivi. Basta confrontare i post social dei benpensanti durante la pandemia e durante la guerra per notare che chi si scagliava contro i novax adesso si scaglia contro il putinismo con i medesimi toni e senza soluzione di continuità.

Inveire e mostrarsi intransigenti sui social è quindi una forma di “virtue signalling” a costo zero, che ricorda il tempo della caccia alle streghe durante la quale chi non si dichiarava anticomunista veniva visto con sospetto.

Chi ragiona sul conflitto in modo non manicheo è, in quest’ottica, un gran guastafeste perchè rovina la meravigliosa immagine di sè che il benpensante crede di offrire al mondo esterno con le sue intemerate ipocrite.

Tale guastafeste viene tipicamente messo d’ufficio tra i putiniani, in modo da delegittimarlo e quindi esimere il benpensante da una risposta nel merito degli argomenti che tipicamente non sarebbe in grado di dare.

Effetto Covid ricchi e poveri mai così distanti

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Alessandro Ferretti
Alessandro Ferretti
Researcher presso Università degli Studi di Torino. Associate presso CERN

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