La guerra come musical: l’Occidente che bombarda e sogna il rock a Teheran

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Tra bombe sull’Iran e sogni di libertà esportata, una parte dell’opinione pubblica occidentale riduce la guerra a un film hollywoodiano: rock, scooter e ragazze senza velo. Intanto i morti reali restano fuori scena e la sinistra smarrisce perfino il riflesso di opporsi alla guerra.

Mickey Mouse March

– Fausto Anderlini*

Dopo l’attacco all’Iran sarà possibile leggere il lamento di Portnoy? Potranno i giovani ballare il rock&roll e viaggiare con lo scooter? Magari sulle note di 50 Special? E le ragazze potranno far l’amore per le strade di Teheran senza velo come fosse la Parigi delle poesie di Prévert?

Non dirò chi si è posto l’arduo e accorato interrogativo, più o meno come riportato, se non che è un opinionista di Repubblica e che è imparentato de facto con la nobile stirpe di Berlinguer (comunque non colpevole dei generi penetrati in casa nottetempo e post mortem)…. La risposta del nostro boy è lapidaria: no, non con le bombe dall’alto. Sono frutti che si possono afferrare solo con movimenti dal basso, non dall’alto e dall’esterno. (E qui sembra echeggiare il noto contrasto fra Rosa Luxemburg e Lenin a proposito di una coscienza ormai receduta nel vintage).

Opzione negativa, comunque, che non sembra escludere l’efficacia combinata di una più nobile invasione terrestre, sulle note di Satisfaction (come in Apocalypse Now) o della Marcia di Topolino, come in Full Metal Jacket, sempre distribuendo Lucky Strike e barrette di cioccolato. Con Kamala e i democrat, magari le cose sarebbero andate proprio così.. mentre a Gaza i morti si sarebbero fermati a 50.000, non uno di più. È tutta una questione di misura (e di bon ton). Di estetica hollywoodiana, si potrebbe dire.

Ci si rende conto? Mentre la banda di Epstein, quei rockettari un po’ perversi, ci conduce a marce forzate alla guerra mondiale, la sinistra radical libertaria – ma si potrebbe dire quasi tutta la sinistra come tale – quella sinistra che in altri tempi avrebbe avviato grandi mobilitazioni di massa contro la guerra e per la difesa dell’interesse nazionale, non sa andare oltre queste ridicole giaculatorie.

Mentre Sánchez fa divieto agli USA di usare le basi spagnole, la Schlein si reca a festeggiare con Mentana e Veltroni i 90 di Occhetto, il quale, dal podio, ha peraltro sbiascicato marasmaticamente le stesse boiate del qui richiamato commentatore. Ma che vadano tutti a fare in…(Bip!)

 

* Grazie a Fausto Anderlini

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