www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
La storia non è un luogo ideale e pacifico ma in comparazione con la violenza e la crudeltà altrui, l’Occidente si distingue per una radicalità e prepotenza fuori scala. Il ciclo della colonizzazione e dello sfruttamento si ripete, camuffato sotto nuovi nomi e nuovi obiettivi.
I valori dell’Occidente hanno la memoria corta
Nonostante sia sempre più difficile affermarlo, ‘è ancora chi difende l’Occidente come il baluardo della difesa dei diritti umani, della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli. Generalmente si trovano oramai solo nei salotti tv o alle grandi kermesse delle feste dei gironali mainstream. Rampini si è superato facendone addirittura un libro!
Queste persone dipingono il mondo non-occidentale come un luogo oscuro, autoritario e oppressivo, quasi come un inferno distopico. Ma la realtà storica è ben diversa: l’Occidente moderno è, in verità, la civiltà più aggressiva e predatoria che il mondo abbia mai conosciuto.
L’espansionismo occidentale, iniziato secoli fa, non è mai stato un semplice atto di benevolenza. Dietro le maschere ideologiche – che vanno dall’evangelizzazione alla civilizzazione, fino alla recente “esportazione della democrazia” – si nasconde una brutalità sistematica senza precedenti. L’Occidente ha invaso, conquistato, colonizzato e sfruttato gran parte del pianeta, devastando popoli e culture ovunque si sia spinto.
Questa aggressione non si è limitata a sottomettere e schiavizzare popolazioni indigene. Ha anche imposto la sua lingua, la sua cultura e i suoi interessi economici. Basta osservare la geografia linguistica globale per comprenderlo: gli abitanti di interi continenti, come l’America del Nord e l’Oceania, parlano oggi inglese, mentre in gran parte dell’America Latina si parla spagnolo o portoghese.
In Africa, milioni di persone comunicano in francese, e in paesi come il Sudafrica si parla ancora olandese o derivati. Questi non sono il risultato di incontri pacifici o scambi culturali volontari, ma delle violente imposizioni di un colonialismo selvaggio.
Nel frattempo, ciò che viene dipinto come “l’altro”, l’Oriente o il “mondo non-occidentale”, si distingue per un diverso approccio all’espansione. I russi parlano russo quasi esclusivamente in Russia e nei territori limitrofi, il cinese è parlato principalmente in Cina e nelle vicinanze, il persiano in Iran e dintorni. Questi popoli non hanno mai imposto con la stessa brutalità e portata la loro lingua e cultura su altri continenti.
La storia dell’espansionismo occidentale è costellata di episodi di barbarie che continuano fino ai giorni nostri. Dalla guerra dell’oppio alle atrocità nel Congo belga, dalle invasioni in Vietnam fino alle recenti “guerre preventive” in Afghanistan e Iraq, l’Occidente ha sempre giustificato le proprie azioni con un presunto senso di superiorità morale e civilizzatrice. Ma queste azioni, in realtà, dimostrano una violenza e un opportunismo di proporzioni epiche.
Un’altra nota di questo atteggiamento ipocrita è l’ossessione occidentale per le “scuse”. Le scuse pubbliche per le ingiustizie storiche, specialità degli anglosassoni, vengono sbandierate come segno di maturità e coscienza etica.
Tuttavia, per i popoli che hanno subito decenni, secoli di oppressione, queste “scuse” non hanno alcun valore concreto. Gli indigeni delle Americhe, i Maori, gli aborigeni e molti altri popoli non hanno bisogno di parole vuote: hanno perso le loro terre, la loro cultura e spesso la loro stessa identità. Davanti a questo, il chiedere scusa sembra solo un modo per lavarsi la coscienza e proseguire indisturbati con le stesse politiche di dominio, sia economico che politico.
Eppure, nonostante questa lunga storia di violenze e prevaricazioni, l’Occidente si vanta di “riconoscere i propri errori”. Questo atto di autoassoluzione diventa la base per continuare a imporre i suoi valori e il suo modello al resto del mondo, spesso con mezzi militari o economici. E quando qualcuno resiste, quando una nazione si oppone a questa imposizione, viene subito demonizzata come arretrata, barbara o disumana.
Il ciclo della colonizzazione e dello sfruttamento si ripete, camuffato sotto nuovi nomi e nuovi obiettivi.
In conclusione, la pretesa superiorità morale dell’Occidente è una farsa che nasconde secoli di violenza, ipocrisia e arroganza. Il mito dei valori occidentali come guida per il progresso dell’umanità è solo un’illusione, un racconto che serve a giustificare l’incessante espansionismo e il dominio sugli altri popoli.
L’unico modo per iniziare a correggere questo immenso squilibrio sarebbe smettere di raccontarsi favole, riconoscere la vera portata delle ingiustizie passate e costruire un futuro basato sul rispetto reciproco, e non sulla continua prevaricazione. Ma questo richiederebbe un cambiamento radicale nel modo in cui l’Occidente vede se stesso e il mondo.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Istruttori svedesi uccisi nell’attacco russo a Poltava. Silenzio imbarazzante dell’Europa
- Europa, Draghi e i tecnoburocrati non hanno capito nulla della crisi ma pontificano ancora
- Russofobia: come l’Occidente racconta la Russia
- E voi ricordate i fantasmagorici occhiali a raggi x?
E ti consigliamo
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- Musikkeller, un luogo-non luogo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente












