La verità sui mitici occhiali a raggi X, quell’ormai leggendario prodotto pubblicizzato negli anni ’70 e ’80 su tutte le riviste più diffuse tra i giovani (ma non solo). Venduti con la promessa di vedere attraverso i vestiti, erano un inganno commerciale, una vera e propria truffa. Nonostante ciò, divennero un fenomeno culturale e oggi sono collezionati come rarità.
La verità sui mitici occhiali a raggi X
Forse eravamo ingenui, forse lo sapevamo ma ci si sperava, ma le tentazoni delle incursioni nel ‘meraviglioso’ a portata di tutte le tasche sono state la spinta al successo di prodotti che, a ripensarci oggi, si fa fatica a credere che abbiano avuto successo: scimmie di mare, penne con la telecamera nascosta, dischetti ipnotici, pistole atomiche, e naturalmente, gli stupefacenti occhiali a raggi X.
Negli anni ’70 e ’80, gli occhiali a raggi X divennero un cult, l’oggetto dei desideri per milioni di maschi pruriginosi, sfruttando la voglia di curiosità e trasgressione di intere generazioni.
Pubblicizzati su fumetti e riviste popolari come Il monello, L’intrepido, Lanciostory, promettevano la possibilità di “vedere attraverso i vestiti”, un’idea particolarmente allettante per gli adolescenti.
Inventati da Harold Nathan Braunhunt, gli occhiali erano in realtà una truffa: lenti di cartone con pellicola rossa che non avevano alcuna capacità speciale. Nonostante ciò, grazie alla pubblicità persuasiva e alla lunga attesa per la consegna, l’entusiasmo dei clienti restava alto fino alla delusione finale.
Braunhunt, nato a Memphis nel 1926, era un maestro della creazione di oggetti ingannevoli venduti per corrispondenza. Oltre agli occhiali a raggi X, era famoso per altre invenzioni fasulle come le “scimmie di mare” e il “pesce rosso invisibile”, accumulando una fortuna con prodotti impossibili. I tempi di consegna lunghi contribuivano a creare un’aspettativa crescente, ma gli acquirenti finivano per ricevere oggetti ben lontani dalle promesse pubblicitarie.
In Italia questi prodotti erano distribuiti dalla ditta Same Govj.
La misteriosa ditta Same
La ditta Same era un’impresa di vendite per corrispondenza che in catalogo aveva prodotti fantascientifici (quasi tutti provenienti dagli USA) ad alta attrattività.
Tra le innumerevoli proposte, quelle che meritano una citazione sono: il Disegnorama (un proiettore di disegni su carta); la Micro macchina fotografica (imprescindibile per gli agenti segreti) e la Penna a gas (anch’essa adatta per gli 007 nostrani bisognosi di neutralizzare persone).
Ma anche la pomata Ercolex per la crescita muscolare, passando per prodotti più ortodossi, come le ricetrasmittenti, i fucili ad aria compressa, l’orologio da sub ed il mangiadischi in miniatura.
Ovviamente i prodotti della Same erano una truffa (oggi si potrebbe edulcorare con pubblicità ingannevole). Gli occhiali a raggi X, come detto, erano costituiti da lenti di cartone con un buchino al centro, coperto da una pellicola rossa attraversata da una piuma che creava una distorsione.
Tale effetto, unito all’ombra generata dagli altri elementi, poteva dare l’idea – molto alla lontana e sforzandosi per non apparire del tutto inetti per l’acquisto effettuato – di vedere lo scheletro della persona su cui si puntava lo sguardo. (Sempre ammesso che si avesse il coraggio di guardare qualcuno indossando quei ridicoli occhiali, ricevuti in una confezione non anonima con tanto di descrizione del contenuto in bella mostra!)
E la stessa ditta Same era un fantasma: esistevano almeno 5 indirizzi diversi della sede legale!
Nonostante l’imbroglio, gli occhiali a raggi X sono oggi considerati oggetti da collezione nel mercato del vintage. La loro rarità ha alimentato una nostalgia tra i collezionisti, mantenendo viva la fama di Braunhunt, che morì in circostanze misteriose nel 2003.

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