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Il 1° marzo del 2012 muore a 79 anni il giornalista veronese Germano Mosconi, diventato famoso -suo malgrado- per la diffusione di alcuni fuori onda in cui impreca e bestemmia. Lo ricordiamo con affetto.
Con Germano Mosconi la bestemmia veneta diventa un topos letterario
Germano Mosconi, classe 1932, giornalista dallo stile compassato e dotato di perfetta padronanza della lingua italiana (un tempo i giornalisti erano tutti così, mi spiace per i giovani che non ne hanno mai visto uno), vive e lavora a Verona.
Esperto di sport e tifoso dell’Hellas, nella sua lunga carriera scrive di tennis e golf su L’Arena, è direttore del settimanale Il Nuovo Veronese, e (Germano: nomen, omen) nel 1996 fonda la Gardasee Zeitung, rivista destinata ai villeggianti tedeschi che a tutt’oggi ha un successo tale da essere diffusa anche in Germania.
Il suo volto diventa il biglietto da visita dell’emittente locale Telenuovo, per la quale è caporedattore e conduce il TG con voce profonda e dizione professionale.
Ma, come noto, in tv anche i più navigati possono sbagliare, e se la trasmissione non è in diretta, si gira di nuovo dopo una risata e, perché no, qualche improperio.
È ciò che capita all’ottimo Germano, ma le sue reazioni sono così colorite, e così in contrasto con il suo elegante contegno, che qualche collega burlone decide di mettere in circolazione i fuori onda.
Fece bene, senza la sua improntitudine l’umanità avrebbe perso un capolavoro di comicità involontaria, scaturita appunto dal contrasto fra l’immagine pubblica e professionale e l’ostensione di un’umana debolezza.

La leggenda narra che i colleghi in studio “stimolassero” le reazioni di Germano creando a bella posta degli inconvenienti durante le riprese, ora incollandogli i fogli, ora sbattendo la porta; guardando i filmati la faccenda sembra credibile.

Germano Mosconi molto si duole della faccenda, e rifiuta di andare ospite in tv o in radio per parlare di questa non voluta fama: uomo d’altri tempi, trova disdicevole la notorietà derivante dal ridicolo. Fece bene anch’egli, ma non posso trattenermi dal celebrare con simpatia l’anniversario della sua dipartita visionando, per l’ennesima volta, il video con le sue spassose intemperanze.
Il “meglio” di Germano Mosconi
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