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giovedì 12 Maggio 2022
AgoràDroga e malamovida fanno male, soprattutto a chi ne scrive

Droga e malamovida fanno male, soprattutto a chi ne scrive

Nel contrasto alle droghe l’informazione gioca un ruolo cruciale e invece si continua ancora coi toni terroristici e si coniano termini demenziali come “malamovida“.

Di Gianluca Cicinelli.

Droga e malamovida

Ci siamo detti e abbiamo scritto un’infinità di volte che nel contrasto alle droghe l’informazione gioca un ruolo cruciale.

Questo significa che anzichè scatenare panico e terrore l’informazione dovrebbe innanzitutto conoscere ciò di cui parla. Non sempre è così purtroppo.

Prendiamo gli articoli dedicati all’ultima scoperta effettuata a Roma dalle forze dell’ordine nel quartiere San Lorenzo, che ormai sui giornali è simbolo di “Malamovida”.

L’esistenza di una malamovida farebbe pensare all’esistenza di una “Bonamovida”, chissà; magari la bonamovida è quella che si svolge sulle terrazze di attici posseduti da facoltosi esponenti del “generone” romano, quelli che la “droga dello stupro” la usano per pulire l’argenteria di casa non certo per sballarsi.

Veniamo dunque all’ultima terribile minaccia: “San Lorenzo, timori per la nuova droga liquida. Effetti peggiori dell’Lsd. Indaga il Viminale“, nel sottotitolo in home page del più diffuso giornale italiano, ma anche su molti altri che utilizzano i comunicati della Questura come un copia e incolla spacciato per informazione, si specifica: “danni irreversibili al cervello con una sola goccia”.

Specifichiamo che non si scherza con le droghe, soprattutto chimiche. Per questo conoscerle è fondamentale. Proseguiamo nella lettura e scopriamo che San Lorenzo viene utilizzata come terreno di sperimentazione di nuove droghe: sembra un invito della Pro Loco a scoprire le meraviglie del territorio.

Il rione, c’informa l’articolo, è da sempre in cima a quelli dove nella Capitale i più giovani ricercano lo sballo. Scopriamo quindi che è in corso tra i quartieri una sorta di competizione per questo particolare primato, una gara che però vince sempre San Lorenzo. State tranquilli quindi a Trastevere, a Tor Vergata, a Quartaccio, all’Aurelio, a Ostia: il primato è a San Lorenzo.

Vediamo adesso come si è affermata la “nuova” droga. Se già ci dicono che procura danni cerebrali irreversibili ci sarà stato uno studio sugli effetti e i danni di questa sostanza, soprattutto sarà stata definita per bene questa sostanza chimicamente.

Invece viene qualche sospetto perchè è il giornalista a chiedersi: “un micidiale mix chimico, prodotto in qualche laboratorio clandestino?”. Strano, l’autore del pezzo sembrava saperla lunga. Va bene, magari è solo un inciso. Invece no: “Al momento non ha un nome, e non si sa nemmeno a quanto venga venduta una singola dose di acido. Appare tuttavia certo che il miscuglio, unito ai super alcolici, possono avere effetti devastanti sull’organismo, tanto più quello di teenager che frequentano San Lorenzo”.

Attenzione, non ha un nome e non si sa quanto costa: quindi non devono essere stati poi tanti gli utenti sorpresi con questa nuova droga.

E arriva così il colpo di scena: “Chi indaga è al momento in attesa dei risultati degli esami di laboratorio con i quali si ricostruirà l’esatta composizione di quel liquido, anche se già a prima vista uno dei periti incaricati avrebbe confermato che poche gocce bastano per creare danni irreversibili al cervello”. Hai capito il perito? ha fatto a occhio.

Chissà se come nei film americani in cui si rompe con un coltellino la busta che contiene la droga e il “perito” di qualche cartello di narcos ne porta qualche grano alla bocca per stabilire se il prodotto è soddisfacente oppure spazzare via con una bella raffica di kalashnikov i venditori che hanno tentato la truffa.

Tutto l’articolo, tutti gli articoli dedicati a questo episodio, evidentemente concertato con la Polizia, è costruito su una serie di luoghi comuni e falsità. Si scopre che la sostanza non è stata ancora analizzata ma produce danni cerebrali irreversibili. Forse è una nuova frontiera del giornalismo scientifico nell’era post covid.

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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