Il distanziamento sociale ha un significato ben preciso in sociologia, che nulla ha a che vedere con il senso attribuitogli in questa pandemia.
Distanziamento fisico e distanziamento sociale
In tutto questo lungo periodo di restrizioni si è consigliato (diciamo pure imposto) il distanziamento sociale.
È stata usata questa formula in luogo di distanziamento fisico in quanto la distanza fisica tra due persone serviva ad evitare una promissimità che potesse favorire il contagio.
Ma distanziamento fisico e distanziamento sociale non sono sinonimi per niente e visto che io alle parole usate a caso non credo, penso che usare la formula distanziamento sociale significasse ben altro.
In sociologia il concetto di distanza sociale è utilizzato per definire la distanza percepita da un individuo o da un gruppo rispetto ad un altro, in particolare per quello che riguarda l’appartenenza a classi e strati sociali diversi o a differenti culture e subculture.
La distanza fra classi sociali e strati sociali diversi non tra persone fisicamente. Per cui la realtà è che raccomandavano il distanziamento sociale mentre stavano dicendo a tutti di allontanarsi dall’epicentro della società.
Quindi evitare luoghi ed incontri di cultura, evitare di mandare i figli a scuola, favorire l’isolamento dei dirigenti per creare un solco con i lavoratori. D’altronde lo abbiamo visto, no?
Chi poteva ha fatto le vacanze in barca senza confondersi con la plebe. Chi poteva ha fatto feste nelle ville private. Distanziamento sociale, di censo.

Un modo per far sì che io ti saluti da lontano perché ti odio ma non posso dirlo, allora c’è il covid. Distanziamento fisico dentro un distanziamento sociale che fa si che due persone di diverse estrazioni e pensiero, unite magari dal calcio visto allo stadio, tornassero velocemente alle loro classi sociali di origini.
Insomma, potevano dire mettetevi la mano davanti alla bocca quando sternutite e poi lavatela prima di stenderla per salutare un persona, per esempio. Invece hanno detto: mantenete la distanza sociale. Non fisica ma sociale, e le parole sono importanti.
Mantenete la distanza sociale perché quella distanza fisica, reiterata, cancella la comunicazione con gli occhi il sorriso, la smorfia, l’ammiccamento, gli odori, l’intuizione spegnendo per chissà quanto tempo tutta la voluttà umana, l’unica cosa che ci distingue dalle scimmie.
E così siamo finiti a portare la mascherina, mentre siamo in piedi, di notte, nel nulla, come i cappelli di cartastagnola dovrebbero proteggerci dai raggi cosmici.
Mi raccomando la distanza sociale, quella talmente lontana dagli altri che ci farà forse non prendere mai il virus ma ci farà perdere tante altre cose.
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