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Dentro la fabbrica della morte: in 28 immagini l’architettura dello sterminio nel simmetrico orrore di Auschwitz.
Auschwitz: architettura dello sterminio
Arbeit macht frei recita la lugubre insegna all’ingresso di Auschwitz, il lavoro rende liberi, e non c’è nulla che sia più antiteticamente lontano dalla libertà che quel luogo.
Auschwitz, vista nella sua apparente atmosfera di normalità, appare ancor più sconvolgente. Sembra una qualsiasi caserma militare dismessa.
E infatti tale era, prima dell’arrivo dei nazisti nel 1940, con i suoi austeri ma solidi edifici in mattoni rossi anziché le fragili baracche in legno di altri campi di prigionia, come Birkenau. Con i suoi viali geometrici e ordinati. Una prigione apparentemente ‘normale’. E tale normalità diviene ancor più agghiacciante nella simmetria degli spazi.
Lo si può cogliere da qualsiasi immagine. Lo dicono gli scatti straordinari Angelo Gambetta, da oltre vent’anni uno dei più intensi fotografi italiani, che riportano a storie che non vogliono essere dimenticate.
Vi portiamo con queste 28 immagini dentro la fabbrica della morte
Il treno della memoria
di Angelo Gambetta
Auschwitz, l’architettura dello sterminio. Una storia e un documento di un viaggio nell’interiore umano, realizzato con scatti da un punto di vista fotografico inconsueto, visto non come un semplice “turista per caso”, ma con una particolare attenzione alle rigorose e sconvolgenti simmetrie geometriche e architettoniche che hanno determinato il rigore e l’abnegazione. Con un’inconsueta libertà espressiva applicata in una forma repressiva quasi antropologica, in un drammatico declino storico che potrebbe riproporre la sua audace modernità concettuale in un futuro più prossimo.

* Articolo pubblicato in una prima versione, con differente editing, nella primavera del 2020
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