www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Il docufilm scritto dal fondatore di Dagospia con Marco Giusti, diretto da Daniele Ciprì, è un viaggio nella vita notturna della capitale e negli intrecci tra potere politico, religioso e criminale.
Roma santa e dannata
Si fa presto a dire “Roma“. Per poterne parlare, non devi semplicemente avervi vissuto, devi aver sguazzato nella sua melma, goduto del suo Degrado (nome di un suo locale storico) e avere insieme il gusto per la bettola maleodorante e quello dell’effimero nicoliniano, lo sguardo disincantato di Flaiano e quello appassionato di Enrico Vanzina insieme all’ipocondriaco di Verdone. Meglio ancora essere Roberto D’Agostino.
Un sessantottino che da Lotta Continua, il giornale, dove se non erro scrive il suo primo pezzo (sui Sex Pistols, sempre se non erro), approda all’arborismo, diventa allievo di Cossiga e poi cinico inventore (nel senso di scopritore e narratore) del Cafonal, che non è semplicemente il cafonazzo ma il pezzotto (non so come si dica a Roma) dello stile Capital, il modo di vivere e sballare dei ricchi imitato dai poveracci “saliti”.
Ecco, Roma per Dago è questa umanità che ha visto tutto, crede a tutto e a niente, è nata e morta decine di volte, un eterno ritorno in cui ad ogni giro si è più cinici, più fatti, più corrotti, senza però perdere, in fondo, in umanità.
Tanto che ci si può perfino invecchiare, trascorrendo la notte su un battello che percorre il Tevere, con Marco Giusti che ascolta e annota, sorridendo sornione: i racconti delle notti brave di Ceccherini, i ricordi di Carlo Verdone e soprattutto i tentativi di D’Agostino, con l’ausilio di Luxuria, Sandra Milo, Renato Fiacchini (Zero) e altri, di estrarne una filosofia di vita (sconfessando la premessa della città inutile da capire o forse confermandola, chissà).
Una romanità edonista, pagana e cattolica insieme, amara perfino a tratti, che tiene unite le porno star del tempo del craxismo e un papa che se ne va in giro di notte a farsi una birra e poi non sa come rientrare in Vaticano, i playboy e la sala dove è conservato il numero più grande di cazzi (tolti alle statue perché ritenute oscene), i reading poetici di Victor Cavallo e Allen Ginsberg e le cene di Berlusconi (raro esempio di milanese che si romanizza, ma aggiungo io, all’uopo si napoletanizza perfino) con Confalonieri, Monicelli e Suso Cecchi D’Amico.
E, smettendo il cinismo, emozionarsi perfino leggendo un’antica e ingenua poesia di Judith Malina (che col suo Living Theater fu di stanza a Roma) con cui riconnettere tutto il libertinismo ad un bisogno d’amore.
Forse che anche Roma, come Napoli, così vicina ma così lontana, è una “città d’amore”? “Roma santa e dannata” è una delle genialate di Roberto D’Agostino, con la regia di Daniele Ciprì e la produzione artistica di Paolo Sorrentino (il nostro regista più cattolico e controriformista, non a caso autore di “The Young Pope” e “La grande bellezza”), anche se della Città Eterna ci offre un pezzo (consistente, certo), la sua notte, ma gli manca – ma è una scelta – lo sguardo sulle piccolezze, sulle domeniche pomeriggio sonnolente, sul senso di angoscia, solitudine o spaesamento che avverte lo straniero (anche italiano) in certe sue enormi piazze.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Russia, l’opposizione esiste ma non piace all’Occidente e allora i media tacciono
- Controrivoluzione neoliberista: il futuro non è scritto, ma tanto non lo scriveremo noi
- La sfida del sud del mondo al vecchio ordine
- Usa-Russia, le nuove ‘guerre stellari’. Cosa c’è di vero?
E ti consigliamo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














