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martedì 17 Maggio 2022
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I Giuda a tutto rock and roll, punk e… A.S. Roma!

Sono la band rock romana per eccellenza e contemporaneamente la più internazionale, con più concerti negli Usa e in giro per il mondo che in Italia. Sono i paladini del punk glam e qualsiasi etichetta vogliate affibbiargli: insomma, sono i Giuda e suonano rockandroll!
Li abbiamo incontrati e insieme a Dario Calfapietra abbiamo chicchierato con Lorenzo Moretti, fondatore e chitarrista della band.

I Giuda: punk glam e la Roma

Sin dal vostro primo album avete inciso per etichette straniere

Penso sia stato un caso. Con i Taxi eravamo legati all’etichetta The Dead Beat Records di Los Angeles e quando registrammo l’album dei Giuda “Racey Roller”, lo feci sentire a Tom e lui ne stampò 1000 copie in vinile e 1000 in CD.

Da quel momento, iniziammo ad essere noti anche in Italia dove ci fecero molte proposte. Tant’è che il primo singolo, “Get it Over”, venne realizzato per l’etichetta White Zoo Records di Sergio Chiari.

E da allora è stato tutto un crescendo, caso raro per una rock band nostrana

Bè si, i nostri dischi sono stati stampati da etichette americane, svedese, giapponesi e inglesi…

I Giuda a tutto rock and roll, punk e... Fc Roma!

Dov’è che i fans vi seguono con più calore?

Sicuramente negli Stati Uniti, perché è lì che suoniamo regolarmente. Il nostro pubblico ha infatti avuto modo di crescere di anno in anno. Abbiamo iniziato a suonare negli USA nel 2012 e un anno dopo abbiamo fatto i nostri primi tour amatoriali, organizzati un po’ alla buona. Erano le prime esperienze che facevamo all’estero e dormivamo dove capitava.

Da lì, anno dopo anno, le cose sono cambiate: quando tornavamo, il pubblico era sempre più numeroso ed i locali sempre più grandi. Cominciavamo a fare i primi sold out. Anche l’Inghilterra è un paese dove abbiamo un bel seguito, così come in Francia, dove c’è il nostro fun club storico, il Giuda Horde.

Siete molto amati anche tra le rockstar

Uno tra tutti è Joe Elliott, il frontman dei Def Leppard,che aveva scritto un articolo sulle duecento canzoni da ascoltare prima di morire e ci aveva infilato con “Number 10”. Anche Robin Willis, dei Barracudas, Captain Sensible dei Damned, Phil King dei Lush e band come Turbonegro e i Jesus and Mary Chain.

Domandona classica: i gruppi che più vi hanno ispirato?

Dentro la nostra musica c’è tutto quello che amiamo e che abbiamo ascoltato per una vita. Siamo cresciuti ascoltando il punk, ma è chiara l’influenza di gruppi anni ’60 come i Move, gli Small Faces, gli Equals, fino ad arrivare ai gruppi degli anni ‘70 come gli Slade, i Sweet, ecc..

Negli anni ci hanno attaccato tantissime etichette. La più memorabile è “Glam Rock”, perché non abbiamo mai fatto mistero della nostra passione per quei gruppi così detti: “Junk shop glam”, ossia spazzatura. Si riferisce a quei gruppi che negli anni ’70, dopo aver realizzato un singolo imitando band che andavano per la maggiore come gli Slade e i Suzy Quatro, finivano per sciogliersi.

Ci hanno definito in tutti i modi e questo è per noi un motivo di orgoglio. Pop punk, glam rock, punk rock e chi più ne ha, più ne metta. Penso che i Giuda siano una rock band moderna con una forte influenza punk anni ’70. Abbiamo un po’ reinterpretato quel sound lì, modernizzandolo e riportandolo ai giorni d’oggi, al fine di trovare un nostro sound originale e riconoscibile.

I Giuda a tutto rock and roll, punk e... Fc Roma!

Il lockdown è stato un duro colpo per tutti i musicisti. Com’è andata a voi?

Prima della pandemia non stavamo mai a casa. Quest’anno abbiamo una serie di date in programma, in Germania, Francia e Spagna. Poco prima dello scoppio del Covid-19, eravamo pronti per andare a suonare in Giappone e spero vivamente che si possa ritornare a quei livelli. Era diventata ormai una routine quotidiana quella delle prove, dei tour e del disco nuovo.

Facciamo un po di storia ora. Nascete delle ceneri dei Taxi. In che anno vi eravate formati?

Io e il cantante Ntendarere Djodji Damas, detto Tenda, suonavamo insieme da quando eravamo bambini. Abbiamo cominciato nel ’91-’92. Io avevo dodici anni e lui più o meno tredici. Come Taxi ci formammo nel ’97.

Il primo singolo uscì, nel 1999, per due etichette romane. In tutto abbiamo registrato quattro singoli e due album. Quando Francesco, il nostro batterista, è morto, abbiamo deciso che non aveva più senso continuare senza di lui. Comunque sia, avevamo voglia di suonare insieme, così sperimentammo delle cose nuove a partire dalle compilations “Killed by death” di gruppi sconosciuti jugoslavi, francesi e svedesi.

I Giuda a tutto rock and roll, punk e... Fc Roma!

Sei un collezionista esperto di musica glam rock e punk e hai partecipato al libro: “Wired up!”.

È un progetto del 2012-2013, di un ragazzo newyorkese, Jeremy Thompson e della sua compagna, Mary Blount. Si tratta di una raccolta di copertine di singoli usciti nella prima metà degli anni ’70, legati al glam rock e proto punk, di stampa italiana, francese e portoghese. Davvero particolari. Un bel libro nel quale ho contribuito, mandandogli diversi singoli legati a questo genere che avevo in collezione.

Siete riusciti a legare la vostra passione calcistica per l’AS Roma con quella per la musica. “Number 10” è infatti un brano dedicato a Francesco Totti. L’ha ascoltato?

Assolutamente sì. In un incontro diretto siamo riusciti a conoscerlo proprio grazie a questa canzone, perché anni fa era uscito un documentario, di quella che poi sarebbe diventata mia moglie, Lara Longoni, sulla musica legata al calcio.

Così, a Trigoria abbiamo conosciuto Francesco Totti che allora era il capitano della Roma e la cosa più bella è stata quando abbiamo usato il computer per guardare il video di “Number 10”, nel quale ha riconosciuto il campo di San Giovanni, dove cominciò a giocare. La cosa più bella è stato il suo commento finale: ”Ma devo dì pure che mi piace?”. Per noi, tifosi della Roma, è stato emozionante!

I Giuda a tutto rock and roll, punk e... Fc Roma!

La strumentazione vintage  la usate come parte integrante del vostro suono?

In realtà i Davoli sono delle casse. I nostri amplificatori sono testate francesi che nascono come amplificatori anni ’60 e hanno addirittura l’ingresso per giradischi. Noi li abbiamo modificati, ci abbiamo brutalmente infilato le chitarre e abbiamo creato un suono fondamentale per il sound del gruppo.

Tutti i nostri pezzi sono registrati con quelli. Li portiamo ovunque e puntualmente i fonici li fotografano divertiti. Un suono particolare che crea una distorsione, la quale ha contraddistinto il nostro suono dal 2011 a oggi.

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Daniela Giombini
Daniela Giombini
Ha collaborato per anni con ROCKERILLA e ha prodotto la fanzine musicale Tribal Cabaret. Ha inoltre un passato da promoter musicale nella Subway Productions di cui è fondatrice e con la quale ha promosso le tournée di artisti di fama internazionale come Nirvana, Lemonheads, Hole,Mudhoney ecc.

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