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Gli anni d’oro del cinema di genere in Italia, dal peplum ai western, quando potevi avere 3 supereroi al prezzo di uno. Così nel 1967, Martinenghi e Frank Kramer, alias Gianfranco Parolini, ti sfornano un film senza vergogna ma esilarante, I Fantastici 3 Supermen.
3 Supermen is “megl che uan”
Forse non lo avete notato ma oggi tutto il cinema italiano è d’autore. Ogni pellicola, anche la commedia più scalcagnata, nasconde qualche velleità autoriale. Ha un messaggio o almeno nelle intenzioni del regista, che è spesso anche l’autore, lo sceneggiatore e l’aiuto montatore della sua opera.
Dunque è un cinema in cui il bambino supereroe nasconde i drammi dell’adolescenza e il borgataro si trova a diventare controvoglia un uomo d’acciaio, ogni riferimento a Il ragazzo invisibile e Lo chiamavano Jeeg Robot, due nomi a caso tra i tanti, di film che avrebbero potuto essere di buon cinema artigianale e invece non sfuggono alla metafora, all’allegoria.
Eppure in qualche residuo novecentesco sopravvive la memoria, ormai sempre più rarefatta, di anni in cui si andava al cinema solo per divertirsi e – scandalo! – in cui qualcuno si adoperava per trovare un modo originale e ironico per far passare il tempo alla gente.
L’epoca dei peplum, dei film di cappa e spada, dei western e degli zombies nostrani.
Tutti generi accomunati da un medesimo filo conduttore: agilità, azione, umorismo e desiderio di soddisfare le esigenze degli spettatori che riempivano le sale perché a casa avevano solo due canali Rai.
Non esisteva il telecomando e per cambiare toccava alzarsi e andare a pigiare il pulsante dell’altro canale, dopo una lunga giornata di lavoro.
Una fatica che il cinema alleviava garantendo due ore di svago tra film, trailer e dispensando qualche attrice in bikini, accorgimenti necessari a predisporre di buon umore l’allora maschio italiano.
Ecco che nel 1967, Martinenghi e Frank Kramer, alias Gianfranco Parolini, ti sfornano un film senza vergogna ma esilarante, I Fantastici 3 Supermen.

Si tratta di un film dichiaratamente d’intrattenimento e comico in cui l’uomo di Kripton, il Superman originale, chiaramente c’entra poco. Qui ci sono tre tipi in costumino rosso e mantellina nera che si vestono così in quanto agenti dell’FBI e quindi non possono passare inosservati come ogni buon 007 che si rispetti.
In fondo anche il segretissimo James Bond si faceva annunciare alle feste e si presentava direttamente ai cattivi.
I 3 Supermen non hanno super poteri, hanno molle sotto le suole delle scarpe come Paperinik, sono forti e menano alla grande, hanno buone doti acrobatiche e amano le donne.
Forse le pretese originali erano più elevate ma i soldi erano pochi e quindi i 3 Supermen non volano ma si spostano in auto.
I Fantastici 3 Supermen, trailer
La trama
Due ladri acrobati, vengono arruolati di forza dall’FBI per contrastare uno spaccio di dollari falsi che crea seri problemi all’economia mondiale.
A loro, Tony e Nick detto saltapicchio, si aggiunge l’erculeo agente Brad e insieme diventano i 3 Supermen dotati di tuta antiproiettile modello Uomo Mascherato, scarpe a ventosa per camminare sui muri e micidiali bolas di acciaio come arma di difesa.
Devono vedersela col crudele Golem che ha rapito il professor Schwarz e sua figlia, costringendolo a completare una terribile macchina di sua invenzione e abbandonata per i pericoli che essa avrebbe rappresentato per l’umanità.
Questa macchina custodita in un laboratorio segreto è in grado di duplicare qualsiasi cosa, dalle banconote alle persone.
Tra scazzottate, inseguimenti d’auto e acrobazie varie, i nostri riescono a sventare i piani del diabolico Golem e a distruggere il terribile macchinario eliminando sia lui che i tanti replicanti che nel frattempo aveva messo in moto.
Sequel sempre più assurdi
Il film ottiene un buon successo ed è co-prodotto da mezza Europa e dunque darà il via a vari sequel.
I 3 Supermen lotteranno contro il padrino, andranno a Tokio, viaggeranno nel tempo fino ai tempi del vecchio west, andranno alle olimpiadi e nella jungla.

Cambieranno i volti, infatti gli interpreti originali, dimenticabili stunt men, saranno via via sostituiti.
Un paio di volte sarà tra i 3 Superman anche il grande Sal Borgese, caratterista indimenticato del cinema italiano.
Oggi sembra impossibile tutto questo. Abbiamo abbandonato il cinema di serie b e anche quando lo è involontariamente, non dimentica l’introspezione, la sofferenza, la crescita, il dramma.
Mamma mia il messaggio!

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