Mercoledì e il neocolonialismo dei giusti di Tim Burton

“Sic gorgiamus allos subjectatos nunc” è il motto della famiglia più famosa e ambigua degli Stati Uniti, gli Addams (Ma sempre meno dei Kennedy!), che nella rivisitazione seriale di Tim Burton, con il personaggio iconico di Mercoledì, reindirizza l’irriverenza originale verso un nuovo american dream, ripulito e corretto.

Mercoledì, la giusta

Gli Addams rovesciavano la famiglia patinata americana. I colori delle pubblicità pastello tra il rosa e l’azzurrino, i sorrisi a denti stretti nelle case accessoriate, venivano smacchiati con cinico sarcasmo. Giocare con la morte, con la crudeltà gratuita disincarnava il sogno americano. Si sottolineava con grazia la cupezza degli stereotipi.

Mercoledì rappresentava quelle contraddizioni in maniera iconica. Attraverso di lei e la sua cadenza robotizzata, l’America e l’imperialismo non osavano dissimulare. La bambina era la quintessenza della bulla. Feroce ma glaciale. Anche con i deboli.

La Mercoledì contemporanea, indicizzata dai parametri dell’ipocrisia bon ton, si trasforma in una vendicatrice dark delle ingiustizie. La sua cupezza sessualizzata è risentimento per l’incomprensione. D’altronde nessuno può capire le minoranze. Fa parte di quel sottile discorso che porta all’incomunicabilità tra gruppi. Che separa i migliori, i più sensibili, dal gregge. Che arroventa il manicheismo nella disintegrazione democratica.

Tim Burton concepisce un prodotto demenziale. A uso e consumo di festosi ritrovi miliardari nella Hollywood ingentilita. Dove ricercate acconciature in abito da sera si preparano alla rivoluzione dei migliori. Il nuovo colonialismo si ammanta di belle parole, di concetti indiscutibili. Si esporta con le armi la bontà d’animo. La guerra imperiale è progressista. Si socializzano valori con le bombe. Così Mercoledì vorrebbe sedurre, con qualche balletto ben confezionato, i giovani sfortunati, nati loro malgrado in luoghi così riottosi nell’accogliere la libertà del profitto.

Gli Stati Uniti cancellano la loro cultura espansionistica per riprodurne una vergine, purificata dall’odio del passato, dalle atomiche, dalla segregazione razziale, dallo sterminio dei nativi, dalla persecuzione dei socialisti. Oggi con Mercoledì si può riprendere a colonizzare. Ma stavolta è tutta un’altra storia. Ora loro sono i giusti.

 

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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