02www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
La poetica trap celebra il cinismo precoce e la disillusione, abbandonando l’umiltà combattiva del passato. Si piega alla logica capitalista: individualismo, ostentazione e autocommiserazione si fondono in un ribellismo di regime. Un manifesto delle passioni tristi, spettacolarizzate dall’industria culturale.
Poetica trap
Nelle parole, nelle esplorazioni, nelle note delle tracce trap è impellente dimostrare di aver precocemente rinunciato all’ingenuità e all’innocenza beatamente idiota dell’adolescenza; allo stesso modo è necessario disprezzare quella combattiva umiltà che, in tempi più politicizzati, inorgogliva i quartieri popolari.
Oggi è la globalizzazione della vanità a spazzare via quel tratto comportamentale che conosceva poche, ma significative parole.
Il linguaggio mitragliato della trap, al contrario, si piega alla logica della società d’impresa che impone scaltrezza, disillusione e l’elaborazione di continue esperienze mitizzate che vorrebbero ispessire la scorza ferita della gioventù.
Il racconto di un’ininterrotta autocommiserazione dove il cambiamento è un imperativo categorico che allude a una rigenerante evoluzione da sperimentare nelle strade ammalianti del capitalismo criminale.
Nella letteratura prestazionale dell’apprendista boss, insieme alle figure dell’eroe e dell’idealista, scompare il racconto sulla meraviglia della scoperta inattesa che si avvera nel contatto spontaneo con la natura. Anche la natura oggi è barbarizzata dalla ragione strumentale, per cui non esiste un modello alternativo alla sopraffazione economica e dell’uomo sull’uomo.
La poetica trap accoglie questa dinamica e la cristallizza culturalmente. Il germe è sempre americanista, individuabile nel gangster che “coraggiosamente”, in solitudine, rompe il patto sociale, per riaffermare, con maggiori e migliori argomenti, l’individualismo della frontiera.
Così le condotte, le gesticolazioni sono impacchettate dal protocollo, cloroformizzate dalla mentalità del ghetto cosmopolita che si arrende al suo ribellismo di regime.
Soldi, pupe, baccanali, cilindrate e rubinetti d’oro sono i segni distintivi dei teenagers commossi dal loro cinico destino malavitoso. Un destino romanzato da traumatici intrecci che impaginano un pallido riscatto, quando si compie con la mano il gesto della pistola.
La filosofia trap è un manifesto ideologico delle passioni tristi, quelle tanto spettacolarizzate dai macchinari integerrimi e dai lungimiranti algoritmi dell’industria culturale.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Caso USAID, finanziamenti USA per la propaganda globale
- Ma allora Trump non è comunista!
- Refuseniks, i giovani israeliani che rifiutano la guerra
- La morte in un universo maschilista di Nadezdha Aliluyeva, moglie di Stalin
E ti consigliamo
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- Musikkeller, un luogo-non luogo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente












