www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Il Collettivo S.B.A.M. debutta con “Il segreto di Penelope”, un disco politico e radicale nato insieme a donne migranti. Niente retorica umanitaria: il bersaglio è l’Occidente che produce guerre, sfruttamento, tratta e poi si assolve con la compassione.
“Il segreto di Penelope”
Escono decine di dischi ogni settimana. Molti parlano di disagio, identità, fragilità, guerre, migrazioni. Quasi tutti, però, finiscono per assomigliarsi: estetica del dolore, lirismo socialmente accettabile, indignazione sterilizzata per pubblici culturalmente anestetizzati. “Il segreto di Penelope”, primo lavoro del Collettivo S.B.A.M. usciti il 16 aprile 2026 per S.B.A.M. Dischi, prova invece a fare qualcosa di molto più scomodo: non raccontare il dolore degli altri come materiale narrativo, ma interrogare direttamente le responsabilità politiche e culturali dell’Occidente che quel dolore produce.
Ed è qui che il progetto diventa interessante. Perché il disco nato dall’incontro tra il collettivo musicale e l’associazione lecchese Il Segreto di Penelope — laboratorio sociale che lavora con donne migranti attraverso artigianato, ascolto e percorsi di emancipazione — evita accuratamente il riflesso paternalista tipico della cultura progressista europea. Niente beneficenza emotiva. Niente retorica dell’accoglienza instagrammabile. Niente estetica ONG da festival letterario sponsorizzato da una banca etica.
S.B.A.M., già dal nome, dichiara guerra all’inerzia culturale. Uno schianto improvviso, un rumore secco che interrompe il torpore. E infatti il disco funziona proprio quando smette di voler “sensibilizzare” e inizia invece ad accusare. La domanda implicita che attraversa le diciassette tracce non è “come possiamo aiutare?”, ma “quale sistema economico e geopolitico rende inevitabile tutto questo?”. La differenza è enorme.
Un disco politico senza slogan
Il rischio di lavori simili è quasi sempre quello del manifesto ideologico travestito da album. “Il segreto di Penelope”, invece, riesce spesso a sottrarsi a questa trappola grazie alla varietà musicale e alla natura collettiva del progetto. Dentro convivono cantautorato elettrico, suggestioni post-rock, elettronica minimale, ambient, spoken word e derive progressive. Non c’è uniformità stilistica, ma una tensione comune.
Il cuore del disco è la figura di Penelope, reinterpretata non come simbolo romantico dell’attesa, ma come metafora concreta della sopravvivenza quotidiana. Tessere e disfare non è più un gesto poetico: è la condizione permanente di chi vive dentro lo sradicamento, la tratta, la violenza economica, la migrazione forzata.
Brani come “Corpi sommersi”, “Dov’eri” o “La realtà occidentale” rinunciano alla consolazione morale. Non cercano assoluzioni collettive. Anzi, insistono proprio sull’ipocrisia occidentale: il benessere europeo costruito sulla marginalizzazione dell’altro e poi ripulito attraverso la carità simbolica.
È probabilmente questo l’aspetto più feroce del disco: la critica non è rivolta genericamente “al sistema”, formula ormai innocua e pubblicitaria. Qui il bersaglio è preciso. L’Occidente liberale che privatizza guerre, esternalizza confini, sfrutta manodopera migrante e poi trasforma la sofferenza in spettacolo culturale da salotto radical chic.
La musica come collisione
Il Collettivo S.B.A.M., nato nel 2021 e strutturatosi come associazione culturale nel 2024, sembra muoversi in una direzione opposta rispetto all’attuale mercato musicale italiano, sempre più dominato da algoritmi emotivi e neutralizzazione politica. Qui non c’è alcuna ricerca del consenso facile. Nemmeno linguistico.
Molti testi sono duri, stratificati, volutamente scomodi, che smontano il paternalismo occidentale mostrando come persino l’accoglienza possa diventare esercizio di dominio morale.
Musicalmente il disco regge proprio grazie alla pluralità degli artisti coinvolti. La produzione di Flavio Ferri — figura storica dei Delta V — tiene insieme mondi molto diversi senza sterilizzarne le differenze. E questo è fondamentale: “Il segreto di Penelope” non cerca armonia artificiale. Cerca attrito.
C’è poi un altro elemento che distingue il progetto da molta produzione culturale pseudo-impegnata contemporanea: il rifiuto della pornografia emotiva. Le donne migranti coinvolte nell’esperienza del Segreto di Penelope non diventano personaggi simbolici da usare per produrre commozione. Restano presenze vive, opache, irriducibili.
Tracklist
1. ECCO L’UOMO testo e musica di Nicola Lotto 2. QUELLO CHE SI CREDEVA testo e musica di Michele Battaggia 3. TRAMONTI STRAORDINARI testo e musica di Lorenzo Dalfi Tanzi e Alessandro Zerbini 4. UN PICCOLO INTERVALLO testo e musica di Michele Battaggia 5. NELL’OMBRA testo e musica di Davide Tosello 6. APPUNTI PER LA STORIA testo di Gaetano Nicosia, musica di Gaetano Nicosia e Stefano Scioni 7. CORPI SOMMERSI testo e musica di Davide Tosello 8. PASSO testo di Nicola Lotto, musica di Stefano Scioni 9. DOV’ERI testo di Gaetano Nicosia, musica di Federico Bratovich 10. INFILTRAZIONE OMOGENEA testo e musica del Complesso del Brodo 11. PENELOPE testo di Paolo Passera, musica di Paolo Passera e Flavio Ferri 12. E ULISSE? testo e musica di Nicola Lotto 13. A’TINI (JUDGMENT DAY) testo di Paolo Passera, musica di Stefano Scioni 14. DALLA FINESTRA testo e musica di Gaetano Nicosia 15. L’ASSOLUZIONE testo di Stefano Scioni, musica di Davide Tosello 16. LA BENEVOLENZA testo e musica di Michele Battaggia 17. LA REALTÀ OCCIDENTALE testo di Paolo Passera, musica di Gaetano Nicosia
Gli artisti S.B.A.M.
BRAT È il progetto solista di Federico Bratovich, milanese classe ’72. Chitarrista e cantante attivo nella scena underground italiana da metà anni ’90. Tra le sue esperienze più significative si segnalano la militanza nei Kyrie, nei Linea (dei quali per 20 anni è stato chitarrista e cantante) e nella band del cantautore Filippo Andreani. Da solista ha realizzato tre lavori: “Last exit to freedom” (2018), “L’estate eterna”, prodotto da Flavio Ferri (2024) e “In tempo reale”, in duo con Matteo Finizio (2025).
GAETANO NICOSIA Esordisce nel 2020 con il suo primo disco, “Senza Storia”. Nel 2022 pubblica il secondo disco “Sparare a vista”, prodotto da Flavio Ferri e dedicato a Lydia Franceschi. Nel settembre del 2024 pubblica il suo terzo album “Io sono chiunque”, titolo da una poesia di Leonard Peltier. Le sue musiche sono state scelte come colonna sonora dei podcast di Emergency “R1PUD1A” e nel luglio 2025 vengono utilizzate anche nei podcast di “Zeta – Città in transizione”.
IL COMPLESSO DEL BRODO Nato nell’Alto Vicentino a fine 2021, il Complesso del Brodo cela, in sogni sonori dai riferimenti colti e pop, malesseri esorcizzabili e paure da caricaturare con arlecchina minacciosità. È presente nella compilation benefica Gaza Calling uscita su Bandcamp a febbraio 2024; ad aprile 2025 ha pubblicato “Mirepoix EP”. Attualmente sta lavorando al suo primo album ufficiale, dalle forti tinte fusion, prog e cantautorali.
LO S.C.I.O. Stefano Scioni nasce a Cagliari, classe 1977, attivo in diversi gruppi tra gli anni ’90 e 2010. Nel 2023 avvia il progetto solista S.C.I.O. con l’album Discorsi Distorti, prodotto da Alessandro Zaccheroni e accolto positivamente per originalità e coraggio espressivo. Dopo diversi live anche in Francia e Svizzera entra nel Collettivo SBAM guidato da Flavio Ferri (Delta V). Da questa collaborazione nasce “Children Of Prostitution” (2025), pubblicato da Materiali Sonori. Il suo stile si distingue per l’uso non convenzionale del basso, tra loop, sonorità ambient/noise e testi minimali e introspettivi.
MADREGA I Màdrega sono “Lolo” Dalfi Tanzi (voce), Roberto Ballotta (chitarra), Giovanni Zerbini (batteria), Antonio Ruotolo (basso), Alessandro Zerbini (chitarra e cori), una Rock band visionaria nata a Pellegrino Parmense nel 1987 Con l’etichetta PMS Studio pubblicano il 15 agosto 2018 “Ragazzo di Strada” cover di “Sono un Ragazzo di Strada” dei Corvi, insieme a Flavio Ferri. Nel 2019 esce “Fin Qui (Soltanto Nuvole) feat. Omar Pedrini.
NICOLA LOTTO Nicola Lotto è cantante, chitarrista e cantautore. Ha prodotto due dischi con VREC Music Label: “Si comincia così” (2020) e “Il Canto nudo” (2022). Quest’ultimo vede la partecipazione di Paolo Benvegnù nel brano Nel volto e la produzione artistica di Flavio Ferri, con cui ha poi realizzato “L’angelo in esilio” (2024), progetto sonoro dedicato alla figura di Arthur Rimbaud.
POPFORZOMBIE Band di Torino, è del 2017 il primo album omonimo seguito nel 2020 da un EP prodotto da Max Casacci (Subsonica). Il secondo album “Cose piccole” (2021) li vede nuovamente collaborare con Casacci. Nel 2022 partecipano a Musicultura e alla finale del Premio De Andrè. L’ultimo album è “Ricordati di vivere” (2024), prodotto da Flavio Ferri. Numerose le collaborazioni musicali (Andrea Chimenti, Tommaso Cerasuolo, Mariano Deidda, Roberto Tiranti, Davide Tosches e Lastanzadigreta tra gli altri).
TOSELLO Cantautore e polistrumentista nato ad Aosta nel 1982. Cresciuto tra strumenti e sperimentazioni, attraversa generi diversi – dal punk alla new wave – costruendo uno stile personale. Dal debutto con “Silenziosamente” (2013) evolve verso sonorità più intime ed elettroniche, con il pianoforte sempre più centrale. Con gli album successivi, tra cui “In Cinque Secondi” e “Il Suono del Secolo”, definisce un’identità musicale evocativa e ricercata. Nel 2025 pubblica “Nel disordine delle cose”, prodotto da Flavio Ferri per l’etichetta Materiali sonori, con la partecipazione di Edda Rampoldi e Mao Gurlino.
Sostenete la musica indipendente!
Potete acquistare il disco a questo link.
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Fermi ad Hormuz, Trump e la guerra che l’America non riesce più a vincere
- Gaza distrutta, ma l’Europa continua a fare affari con Israele
- Campo largo o campo santo? Il centrosinistra continua a scambiare i sondaggi per un progetto
- Era meglio quando c’erano gli Squallor
E ti consigliamo
- Gli analfoliberali
- Malagrazia, viaggio tra streghe e inquisizione
- Un’abitudine inesauribile, scrivere di cinema
- Oltre il confine. Riflessioni dal crepuscolo dell’Occidente
- Pancia di balena
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult













