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lunedì 29 Novembre 2021
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In memoria di Gigi Imperatrice de “I Fatebenefratelli”

Un anno fa, il 5 settembre del 2020, dopo breve e improvvisa malattia ci lasciava Gigi Imperatrice, che assieme al fratello Edo costituiva il duo denominato I Fatebenefatelli, autorevoli interpreti della grande tradizione del teatro comico napoletano. A 84 anni era ancora attivo sul palcoscenico, alla sua arte dedichiamo un rispettoso ricordo.

Gigi Imperatrice e “I Fatebenefratelli”:  da San Giorgio a Cremano a Torino…

San Giorgio a Cremano (NA) è nota per avere dato i natali a Massimo Troisi, ma la fertilità artistica di questo paesone (che in realtà è un quartiere di Napoli, essendovi ormai saldata urbanisticamente, oltre che culturalmente da sempre) ci ha donato anche i fratelli Imperatrice, Edoardo (Edo) e Luigi (Gigi).

La storia la trovate sul loro sito I Fatebenefratelli , ve la riassumo. Figli d’arte, seguono sin da bambini il padre sul palcoscenico (ma la mamma li fa studiare seriamente, fino al diploma, che non si sa mai), e tutta la famiglia lo segue a Torino dove egli si reca in cerca di fortuna, per esportare quella sceneggiata che in “patria” cominciava a non essere più il fulcro del teatro popolare.

Si ambientano “rinunciando ad un po’ del nostro ed accettando un po’ del loro”, i due giovani inizialmente lavorano in fabbrica, poi finalmente Gigi entra alle Poste e Edo al Comune. Ma il teatro chiama, ed esibendosi in piccoli locali riescono a farsi apprezzare dal pubblico torinese, fino a che non vengono notati da uno dei più grandi scopritori di talenti del dopoguerra, Marcello Marchesi.

…radio, tv, cinema…

Debuttano alla radio Rai nella trasmissione “Fratelli d’Italia” (tranquilli, stiamo parlando di qualche decennio fa, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa non c’entrano nulla).

In tv iniziano a Canale 21, storica emittente partenopea, conducendo il programma “Così quasi per caso” e ottenendo un successo strepitoso. Chi non conosce Canale 21, sappia che era (e in parte è ancora) importante elemento costitutivo della napoletanità, e che quella trasmissione aveva un pubblico stimato di circa due milioni di telespettatori, tanto da abbassare lo share (allora si chiamava “indice di ascolto”) delle trasmissioni Rai che andavano in onda in contemporanea, e stiamo parlando nientemeno che di “Domenica In” e “L’altra domenica”.

 

 

Arriva il successo e non si contano le loro esibizioni sui canali della tv pubblica, ricordiamo su tutte le 12 edizioni di “Napoli prima e dopo” di cui erano coautori (il direttore artistico era Pino Moris, al secolo Giuseppe Imperatrice, “fratello d’arte” scomparso nel 2017), ovviamente lasciano l’impiego fisso e tornano a casa, Gigi a Portici e Edo a San Giorgio.

 

 

Al cinema compaiono in due film di Ninì Grassia con Nino D’Angelo come protagonista, “Celebrità” e “Lo studente” (nonché nello Z-movie “Una banda di matti in vacanza premio” dello stesso regista), e in “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo.

…e teatro a schiovere.

Per chi non coltiva il napoletano almeno come seconda lingua: “a schiovere” significa “in gran quantità”. Infatti I Fatebenefratelli calcano centinaia di palcoscenici nazionali e si concedono persino un’esperienza internazionale ad Atlantic City (!).

In memoria di Gigi Imperatrice de “I Fatebenefratelli”

Una coppia comica in genere si regge sul contrasto, che ne I Fatebenefratelli troviamo realizzato nella maniera più classica: Gigi è sempre azzimato e usa un linguaggio affettato, mentre Edo si presenta rusticamente abbigliato e con modi grossolani e popolareschi (per inciso, nulla di più lontano dalla sua reale essenza, Edo è persona di squisita e profonda cultura e di finissimo eloquio; che se la metà dei ministri dell’attuale Governo fossero altrettanto eruditi non mi verrebbe la gastrite ogni volta che li sento parlare).

Le trovate umoristiche sono sottolineate da tempi perfetti, frutto di grande lavoro ed esperienza, e pur nella loro semplicità sono frutto di studio approfondito. A titolo di esempio vi segnalo lo sketch “La sposa e l’automobile” dal film: “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” diretto da Renzo Arbore:

 

 

Ebbene, si tratta della riduzione a scenetta di una pochade francese di fine ‘800, “La sposa e la cavalla” la cui traduzione italiana ebbe una notevole fortuna e continua ad essere messa in scena ai giorni nostri.

In memoria di Gigi Imperatrice de “I Fatebenefratelli”

Ora, in via del tutto eccezionale (giuro che non lo farò più), approfitto dell’ospitalità concessami dalla redazione di Kulturjam per parlare di una faccenda personale. “La sposa e l’automobile”, che ho conservato indelebile nella memoria, recentemente è stata di ispirazione per il mio lavoro teatrale “La fidanzata e la lavatrice”.

Ho già avuto modo di ringraziare personalmente Edo (grazie all’intercessione del comune amico Pippo Santonastaso), il destino ha voluto che non abbia potuto fare lo stesso con Gigi ma mi auguro che da lassù possa in qualche modo leggere queste mie righe di affettuosa e sincera riconoscenza.

P.S. Edo è ancora in attività e in piena forma, fra l’altro scrive poesie e sul quotidiano “Roma” (altro pezzo di napoletanità) continua la rubrica “Il fattariello” che teneva assieme a Gigi; vi invito a seguirlo perché è un piacere leggerlo.

In memoria di Gigi Imperatrice de “I Fatebenefratelli”

In memoria di Gigi Imperatrice de “I Fatebenefratelli”

 

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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